BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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18 Maggio, 2023

Vignaioli Naturali Roma

Vignaioli Naturali Roma Cosa è un vino naturale? Non è difficile da spiegare anche se spesso si fa molta confusione. Semplice da dirsi, difficile da farsi. Perché la semplicità è nel non usare lieviti aggiunti. La difficoltà è la non uniformità dei metodi non essendoci una regolamentazione chiara e definita. Così si crea un mix tra biologico e biodinamico. È un problema? Direi di no. Anzi è un arricchimento. C’è chi usa solforosa (in quantità minima) e chi invece la rifiuta. Chi non effettua filtrazione, chi la esegue in maniera naturale. Chi usa particolari trattamenti in vigna, chi assolutamente nulla.
Insomma una ricchezza che però trova un denominatore comune nel non utilizzo di lieviti esterni e nella naturalità dei processi. Sicuramente senza chimica aggiunta. Grazie a Vignaioli Naturali Roma, quattordicesima edizione della kermesse dedicata ai vini Naturali tenuta a Roma il 6 e 7 maggio nella cornice dell’Hotel Excelsior di Via Veneto, in moltissimi hanno non solo avuto il piacere di degustare i vini, naturali, ma avere quel contatto diretto con i vignaioli. I veri artefici di capolavori. Un grazie a Tiziana Gallo per la sua instancabile attività di preparazione e organizzazione di un evento che continuerà nel tempo.   Nelle foto i vini delle cantine che ho avuto il piacere di visitare. NB I miei vini sono nelle stories “Vignaiolinat” del mio account Instagram (link sotto) Ivan Vellucci Mi trovi su instagram : @ivan_1969
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16 Maggio, 2023

Beviamoci Sud Roma

Beviamoci Sud Roma Il sud. Il sud del vino. Tutto nasce dal sud. Come la vita anche il vino. Eppure. Già, eppure. Perché fare vino al sud non è semplice per una moltitudine di problemi. Si farebbe presto a “buttarla in politica” ma non sarebbe senz’altro sufficiente. Fatto sta che dopo anni di autolesionismo, il sud di Italia sta manifestando grande fermento nell’ambito del vino. Le cantine accanto alla storicità sempre più sbandierata (e meno male!) hanno accostato qualità, ricerca, territorialità. Manca ancora un approccio più marketing al business e forse un po’ più di “sistema”. Manifestazioni come “Beviamoci Sud” organizzata da Andrea Petrini e Luciano Pignataro ha dimostrato quanto di buono ci possa essere al sud. Tante cantine riunite all’ombra del Colosseo nella location dell’Hotel Palatino di Roma. Occasione per incontrare vecchi amici e scoprire interessantissime realtà. Ho assaggiato prodotti che meriterebbero non solo fama maggiore ma anche un prezzo più alto. Perché la qualità andrebbe pagata il giusto prezzo.4 Grazie ad Andrea dunque per organizzare questo evento. Il prossimo anno ancora più nutrito!   Nelle foto i vini delle cantine che ho avuto il piacere di visitare. NB I miei vini sono nelle stories “Beviamocisud” del mio account Instagram (link sotto) Ivan Vellucci Mi trovi su instagram : @ivan_1969
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15 Maggio, 2023

“Wine in Venice” riparte al via le candidature per la prossima edizione!

Inizia oggi 15 maggio la possibilità̀ di candidare gratuitamente le cantine alla seconda edizione di “Wine in Venice” il celeberrimo red carpet del vino che si svolgerà, dopo il successo della prima edizione, a Venezia dal prossimo 20 Gennaio 2024. Sostenibilità̀, innovazione ed etica saranno le discriminanti per partecipare alla manifestazione con l’Associazione Italiana Sommelier della regione Veneto che garantirà la qualità̀ del prodotto nel bicchiere.   Si accendono nuovamente le luci su “Wine in Venice”, l’evento che ha rivoluzionato il mondo del vino. Wine in Venice, ha riunito lo scorso gennaio oltre tremila duecento persone, in tre giornate di kermesse con oltre seicento settanta etichette di vino che hanno sfilato lungo i duecento ventiquattro metri di tappeto rosso, stesi nelle maestose sale veneziane della Grande Scuola della Misericordia e del Cà Vendramin Calergi. Un evento fortemente sostenuto dal Comune di Venezia, che da oggi si prepara per la seconda edizione come dichiara Simone Venturini, Assessore del Turismo di Venezia: “Wine in Venice torna con la sua seconda edizione, una bellissima notizia per la nostra città che è lieta di ospitare di nuovo un evento di grande importanza a livello nazionale. È l’opportunità di sviluppare e approfondire ulteriormente i temi della sostenibilità, dell’etica e dell’innovazione in un settore cruciale per il nostro Paese che spesso si è rivelato apripista nel trovare soluzioni a problemi che investono l’agricoltura e l’industria italiana.” La seconda edizione si annuncia ricca di novità ed andrà̀ in scena dal prossimo 20 gennaio 2024 nella stessa location veneziana, ma la notizia odierna è che inizia ufficialmente oggi 15 maggio 2023 la possibilità̀ di candidare la propria azienda, illustrando non soltanto i propri prodotti vitivinicoli e le rispettive caratteristiche, ma soprattutto sarà̀ importante per le aspiranti cantine, raccontare progetti e risultati nelle tematiche di: etica, innovazione e sostenibilità̀. Sul tema della sostenibilità, sarà fondamentale nella selezione dei requisiti di selezione, l’analisi che riceveremo (alla fine del periodo di candidature) dai professionisti della rete “Vini Sostenibili – Vinrà” che condurranno uno screening su tutte le certificazioni in tema di sostenibilità, approfondendo dettagliatamente i progetti che si candideranno, come dichiarano Paolo Criscione e Maria Dei Svaldi : “Essere sostenibili presuppone “migliorarsi” giorno dopo giorno, individuando buone pratiche ovvero azioni quotidiane per il nostro futuro e per la salvaguardia del Pianeta. Poter comunicare la sostenibilità con testimonianze di aziende e i loro prodotti sostenibili in un contesto così rappresentativo come Venezia, diventa non solo un’opportunità ma un dovere al fine di contribuire alla diffusione di un cambio di paradigma che dovrà raggiungere sempre più persone e territori. Wine in Venice oltre ad essere il punto d’incontro di aziende vitivinicole sostenibili, è una vera e propria missione! Diffondiamo la sostenibilità per migliorare noi stessi e il Pianeta.” La candidatura è semplice, solo online, compilando il form dedicato sul sito wineinvenice.com Saranno Etica, Innovazione e Sostenibilità le tre discriminanti che selezioneranno i giurati dalla fine del prossimo luglio, per arrivare poi ad assegnare le venti Wine Wild Card che garantiranno l’accesso finale alle cantine, una per regione d’Italia, al prestigioso red carpet. Le venti cantine avranno l’onore di sfilare con i propri prodotti a gennaio nel suggestivo ed unico scenario della Grande Scuola della Misericordia di Venezia e nello storico palazzo del Cà Vendramin Calergi ed in tutte le location satellite della città lagunare. La qualità̀ del prodotto, dal punto di vista organolettico, sarà̀ garantita anche per la seconda edizione dall’autorevolezza e dalla professionalità̀ di AIS (Associazione Italiana Sommelier) grazie all’accordo con AIS Veneto, una garanzia di qualità̀ nel bicchiere e partnership strategica per la corretta riuscita della manifestazione come dichiara il presidente di AIS Veneto dott. Gianpaolo Breda: “Grande onore per AIS Veneto essere nuovamente partner in questa seconda avventura di Wine in Venice a gennaio 2024. Lo splendore della città lagunare nuovamente a servizio della cultura del vino e i sommelier pronti a raccontarla. Una grande occasione per cogliere l’essenza di una produzione sempre più sostenibile, attenta all’innovazione e all’etica con importanti personaggi legati al mondo del vino; degustazioni, talk show, walk around tasting, premiazioni. I sommelier di AIS Veneto vi aspettano numerosi per questa nuova avventura in una delle città più belle del mondo. Evviva la cultura del vino!” Venti cantine dicevamo che rappresenteranno ognuna la propria regione di appartenenza, un vero premio al duro lavoro in vigna che ogni anno per situazioni economiche e climatiche diventa sempre di più eroico, un vero premio perché́ non sarà̀ richiesta nessuna quota di partecipazione alle cantine selezionate. La giuria che voterà̀ le cantine sarà̀ poliedrica e composta da importanti figure sia del mondo del vino che di spicco in campo di: etica, sostenibilità̀ ed innovazione. Sveleremo prossimamente la giuria completa, ma vi anticipiamo la dichiarazione del presidente di giuria Luca Ferrua direttore di “Il Gusto” verticale del gruppo Gedi dedicata a Food&Wine, media partner dell’evento: “La seconda edizione di Wine in Venice consoliderà ancora di più l’evento come salotto del vino italiano, diventa punto di confronto e riferimento per tutte le realtà che raccontano il vino con qualità ed eleganza. La seconda edizione poi valorizzerà ancora di più la forza propulsiva di Venezia che per storia e tradizione dialoga con tutto il Mediterraneo in uno scambio di cultura ed esperienze unico.” La data da segnare in rosso sul calendario sarà il 15 luglio, il giorno nel quale gli organizzatori (Winetales, Beacon, Venezia Unica e The Media Company) insieme al media partner “Il Gusto” sveleranno tutte le novità della seconda edizione in una conferenza di presentazione da non perdere. Le dichiarazioni ufficiali: “Venezia è stato e sarà sempre di più per noi di Winetales, un momento di condivisione e di crescita per cercare di raccontare il vino a tutte le generazioni mettendo al centro della narrazione lo storytelling e l’innovazione” Dichiara Damiano Antonelli, Ceo di Winetales azienda organizzatrice di Wine in Venice. ” Siamo molto contenti di aver creato questo progetto, una grande sfida che permette di valorizzare Venezia ed il suo DNA internazionale, un percorso iniziato lo scorso Gennaio e che adesso vogliamo far crescere ancora di più” Aggiunge Riccardo Rabuffi, Amministratore Unico di Beacon srl azienda organizzatrice di Wine in Venice.   “Siamo pronti a parlare al mondo del vino per il secondo anno, con la forza di un progetto che ha come obiettivo quello di far crescere questo comparto produttivo” Conclude per gli organizzatori Alessandro Bartolini, Amministratore Unico di The Media Company Store srl, azienda organizzatrice di Wine in Venice.   Lara Loreti coordinatrice Wine&Spirit di “Il Gusto” dichiara : “Il nostro Paese, nel panorama europeo, si distingue per l’attenzione alla terra e alle coltivazioni biologiche. Ed è questa Italia, che sa guardare avanti e innovare, nel pieno rispetto dell’ambiente e dell’etica, che vogliamo portare e “degustare” sul Red Carpet veneziano. Del resto, è in questa direzione che sta andando anche il mercato: da un’indagine condotta da Nomisma-Wine Monitor, risulta che un italiano su due sceglie vino biologico. Ed è lì che si concentrano, con trend crescente, anche i gusti dei consumatori all’estero”.   Francesca Pagnoncelli Folcieri, direttrice scientifica di Wine in Venice ci tiene a sottolineare che: “La seconda edizione di Wine in Venice riparte dai principi di etica, innovazione e sostenibilità, veri pilastri su cui costruire il futuro prossimo.  Come lo scorso anno 20 cantine saranno ospitate gratuitamente all’evento, scelte da una selezionata giuria per dare voce alle realtà vitivinicole virtuose, che possano essere da esempio per le buone pratiche già adottate. Con i wine talk si continuerà poi il dibattito, iniziato lo scorso anno, su come promuovere una cultura consapevole de vino, che sia capace di fare da bussola nel nuovo contesto storico, sociale ed economico in cui ci troviamo ad operare.” La redazione di Winetales Magazine 
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11 Maggio, 2023

Un coraggioso Metodo Classico

Un coraggioso Metodo Classico mi fa uscire dai confini di Siena e della Toscana diretta verso la vicina Emilia Romagna. Uno dei re indiscussi di questa terra è il Lambrusco; sicuramente non uno dei vini più corposi o eleganti della penisola italiana, ma proprio grazie al suo animo semplice, sgrassante e piacente, è uno dei vini più venduti in Italia. Oggi vi voglio parlare di una cantina che ha voluto osare e stravolgere un po’ il mondo del lambrusco: Cantina della Volta. Sita a Bomporto di Modena, dagli anni ‘20 del secolo scorso questa realtà si occupa di Lambrusco, ed ora l’enologo Christian è la quarta generazione della famiglia Bellei, fondatrice della cantina. Fin qui nulla di sconvolgente, abbiamo un’azienda di famiglia, un prodotto tipico, e un nome che rimanda al luogo dove sorge, visto che “della Volta” si riferisce alla limitrofa ansa del fiume Naviglio che obbligava le navi dirette verso Modena e curvare, a “voltare” appunto; quel che esce dall’ordinario, è il loro vigorso metodo classico. Per loro passione, dagli anni ‘70 del 1900 la famiglia Bellei produce vini spumanti metodo classico, con uve chardonnay, pinot nero e … Lambrusco di Sorbara. Dopo un’accurata visita in cantina inizia lo spettacolo: un assaggio di nove vini degli undici che producono. Tutti rigorosamente metodo classico, dal Mattaglio – blanc de noirs, blanc de blanc, rosé, brut e dosaggio Zero-, ai Lambrusco di Sorbara, per finire con un tradizionale rifermentato in bottiglia.
Tutti notevoli e tutti interessanti, sebbene tre, a mio avviso, spiccano sugli altri: Il Mattaglio 2019 – dosaggio 0
Circa 60% chardonnay e 40 % Pinot nero, resta dai 24 ai 36 mesi sui lieviti.
Qui è facile che io “ci caschi” data la mia sfegatata passione per il metodo classico pas dosé.
Davvero un ottimo prodotto, un’acidità presente e costante ma mai dominante, un agrume fresco che lascia una nota finale di limone molto piacevole e una mineralità davvero gradevole.
Inutile dire che lascia la bocca “pulita”, pronta per l’eventuale boccone o per godersi il retrogusto “limonso”.
Nella mia classifica da 1 a 5 stelline, questo ha guadagnato 4 stelle piene! Altro prodotto di spicco della cantina è il Rosè lambrusco di Sorbara Brut 2016. Non so se è perché inaspettato o se è stato avvantaggiato dall’ordine col quale abbiamo degustato i vini, ma questo, nella mia personale classifica, si è aggiudicato 4 stelle e mezzo! Piacevole e piacente, equilibrato, con una buona struttura acida e un interessante persistenza, ha, in più del precedente, un ottimo bouquet che regala profumi fruttati e floreali che, portando il calice alla bocca, preparano e incuriosiscono prima di tutto il naso. Amareggiata di non aver potuto provare il Brutrosso, un altro Lambrusco di Sorbara Brut che credo avesse qualcosa da dire – ma che tornerò per assaggiare non appena riapparirà in linea-, ora è tempo di tradizione. Rimosso Lambrusco di Sorbara rifermentato in bottiglia
Chiudiamo con un classico della zona, tornando ai canoni della produzione vinicola locale.
Di primo acchito, devo essere estremamente sincera, non mi ha fatto battere il cuore.
Forse perché era il nono vino, o forse perché è piuttosto lontano dai suoi fratelli metodo classico.
Al naso molto diverso, note di frutta rossa spiccate e a tratti pendenti verso un frutto sciropposo, mentre in bocca rimane più lineare, senza far spiccare nessuna nota particolare. Quasi quasi mi stava deludendo, quasi quasi stavo assegnando due stelline scarse, ma poi, eccola: la mortadella – a.k.a. mortazza – è giunta al tavolo.
Bella, grassa e con un sapore avvolgente per tutto il palato…le papille bramano qualcosa di fresco, qualcosa di secco, qualcosa di leggermente e delicatamente fruttato e “SBAM”, il Lambrusco rientra in scena, questa volta a gamba tesa e senza timori.
Basta un sorso per far si che la sua schiumetta, così consistente e bianca che la mia mente da guida turistica mi riporta alle onde del mare raffigurate nella Venere di Botticelli, pulisca e rinfreschi palato, senza cancellare l’aroma della mortadella e lasciando il posto alla soddisfazione.
Alla fine, il Rimosso si è meritato le sue 4 stelline piene! Non esistono vini buoni o cattivi; esistono situazioni adatte, momenti consoni e abbinamenti giusti.   A cura di Ambra Sargentoni. Se vuoi sapere di più su di me scopri il mio sito    
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I titolari delle aziende coinvolte a bordo di un'auto decappottabile con alberi da frutto sullo sfondo. Arrow Right Top Bg

12 Aprile, 2023

Il tappo a vite in Italia - Nasce un nuovo movimento: gli Svitati

Svitati a chi? – I pionieri del tappo a vite in Italia Avete letto bene. Per la prima volta, cinque produttori tra i più premiati e conosciuti in Italia si sono riuniti per raccontare il loro modo di fare vino e soprattutto di tappare le bottiglie. Un movimento, il loro, contro i pregiudizi che spesso accompagnano questa tipologia di chiusura. Franz Haas, Graziano Prà, Jermann, Pojer e Sandri e Walter Massa. Queste le aziende, cinque realtà d’eccellenza e pioniere del tappo a vite in Italia. Le basi del gruppo sono state poste già negli anni ’80 (quasi quattro decenni fa) quando le cinque cantine hanno iniziato a riflettere sul possibile utilizzo di tipologie di chiusure alternative. Il loro sguardo avanguardista si è poi spostato verso le nuove frontiere del vino che in quel momento già si stavano facendo largo negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda. Sono seguiti anni di viaggi, degustazioni, confronti e giri di vite, ognuno con la propria esperienza. Mario Pojer pensò a un certo punto di “sigillare la bottiglia con la fusione del vetro come fosse una fiala per non lasciar passare l’ossigeno”. Graziano Prà ebbe invece una rivelazione ad Aspen in Colorado assaggiando un Sauvignon Blanc imbottigliato con tappo a vite e venduto a 30 dollari. Un primo segnale che il pregiudizio stava iniziando a tramontare. Il tappo a vite Ciò che ha portato i cinque Svitati alla scelta del tappo a vite è l’obiettivo che sta dietro al suo utilizzo. Il fine ultimo è il perfetto mantenimento di quelle qualità organolettiche del vino tanto ricercate e valorizzate dal lavoro in vigneto e in cantina. Grazie alle sue caratteristiche, questa tipologia di tappo permette infatti una micro-ossigenazione costante, preservando il vino e garantendo un’elevata omogeneità qualitativa. Questo anche nel caso di vini destinati a una lunga permanenza in bottiglia, contribuendo a un loro corertto invecchiamento. “Siamo cinque aziende che cercano la precisione fin nei minimi dettagli. Scegliamo i vitigni che più ci rappresentano e le uve migliori e in cantina abbiamo tutto quello che ci può aiutare a produrre un vino di un’altissima qualità. Ma soprattutto abbiamo a disposizione il tappo ideale per mantenerla. Ecco perché non possiamo non approfittarne. La precisione che abbiamo sempre ricercato è, oggi, anche un atto dovuto nei confronti del pubblico e del vino”. Questo il commento all’unisono dei produttori. Studi e sperimentazioni supportano la scelta del tappo a vite. Il professore Fulvio Mattivi, ricercatore della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, è intervenuto accanto al gruppo de Gli Svitati a sostegno dell’utilizzo del tappo a vite in Italia. Nel’occasione, Mattivi ha riportato le analisi dell’Australian Wine Research Institute che, già nel 1999, ha condotto le prime interessanti sperimentazioni su quattordici diverse tipologie di chiusure del vino compreso il tappo a vite. Lo studio ha dimostrato una permeabilità all’ossigeno molto più bassa di altre tipologie di chiusura e variabile a seconda del rivestimento utilizzato all’interno del tappo. “Nelle bottiglie con questa chiusura, a distanza di anni il vino dimostrava un colore ancora brillante e presentava caratteristiche organolettiche ideali. Sia per i vini rossi che per quelli bianchi, in queste degustazioni le bottiglie con tappo a vite erano uguali alle migliori bottiglie con tappo di sughero.” Il tappo a vite diventa quindi segno di attenzione verso coloro che di questi vini si verseranno un calice, ma anche verso tutti i professionisti coinvolti nella filiera. Gli Svitati optano inoltre per questa scelta per la sua sostenibilità. La chiusura è infatti realizzata in alluminio, un materiale rispettoso anche verso l’ambiente. Il lavoro di squadra de Gli Svitati vuole essere il punto di partenza di questo nuovo “movimento” del vino, creato da un gruppo di produttori formatosi spontaneamente. Un messaggio rivolto ad un pubblico che si dimostra sempre più consapevole, ma anche ad amici produttori – sempre più numerosi – pronti a diventare altrettanto “Svitati”.   Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads
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Manifesto della prima edizione di Maremma, terra del Ciliegiolo DOC e di altri Ciliegioli d'Italia, dal 7 all'8 maggio alla fortezza Orsini di Sorano, Grosseto Arrow Right Top Bg

4 Aprile, 2023

Maremma, Terra del Ciliegiolo DOC e altri Ciliegioli d’Italia - Al via la prima edizione

Maremma, Terra del Ciliegiolo Domenica 7 e lunedì 8 maggio appuntamento alla Fortezza Orsini di Sorano in provincia di Grosseto, per una rassegna senza precedenti. L’evento, al suo esordio e dedicato interamente al vitigno autoctono, si terrà il 7 e l’8 maggio alla Fortezza Orsini di Sorano (GR). Alla manifestazione ci saranno banchi d’assaggio, dove sarà possibile degustare il Ciliegiolo di Maremma DOC e di altre parti d’Italia. Il Ciliegiolo DOC di Maremma e altri Ciliegioli d’Italia saranno presentati in una due-giorni durante la quale stampa e operatori del settore avranno la possibilità di degustare i vini delle aziende produttrici di questo speciale vitigno, che saranno a disposizione alla mescita presso banchi d’assaggio. Nella giornata di domenica, su prenotazione, è prevista una masterclass tematica.   Il Ciliegiolo, vitigno di Maremma e d’Italia Dal colore rosso rubino con leggeri riflessi violacei e con sapore e profumo caratteristici che ricordano la frutta matura, il Ciliegiolo è un vino piacevole ed equilibrato, recentemente riscoperto e valorizzato, il cui nome è dovuto al colore dell’acino e agli aromi del vino che richiamano in modo esplicito la ciliegia. A differenza di quanto avveniva in passato, quando veniva utilizzato per il consumo diretto o per preparare vini di pronta beva ma di poca longevità (tanto che, per la maggior parte, le uve venivano vinificate in assemblaggio con altre varietà, in primis il Sangiovese), oggi è perlopiù impiegato in purezza per produrre alcuni interessantissimi vini DOC e IGT del Centro Italia. Coltivazione Viene coltivato in Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Liguria e, in misura minore, in altre zone d’Italia. La maggiore diffusione del Ciliegiolo è comunque in Toscana, dove si contano circa 525 ettari, dei quali quasi il 60% è concentrato in provincia di Grosseto, dove danno vita a numerose etichette della DOC Maremma Toscana Ciliegiolo. Il Ciliegiolo ha una forte sensibilità al terroir per cui è fondamentale piantarlo sui terreni adeguati al risultato enologico che si vuole ottenere. Da questo punto di vista, la Maremma grossetana rappresenta una delle aree più interessanti (se non la più interessante) per questa varietà. Interpretazioni importanti si trovano anche in Umbria, tra l’Orvietano e i Colli Amerini, nell’Alto Lazio e in alcune aree delle Marche. L’iniziativa è organizzata dal Consorzio Tutela Vini Maremma Toscana e dai delegati FISAR sul territorio, con il patrocinio del Comune di Sorano.   Sono Claudia Riva di Sanseverino. Assaggio, degusto, scopro, curioso, provo e condivido. Seguimi su Instagram @crivads
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Bicchieri di vino al tavolo degustazione durante Slow Wine fair 2023 Arrow Right Top Bg

22 Marzo, 2023

Slow Wine raddoppia!

Slow Wine Fair 2023 raddoppia rispetto alla prima edizione. 750 cantine, ovvero il doppio rispetto allo scorso anno! Tant’è che è raddoppiata anche la superficie espositiva, occupando 2 padiglioni dell’ente fieristico per un totale di 20.000 metri quadrati. Più di 100 sono stati i produttori internazionali presenti, la maggior parte da Francia, Cina e Macedonia del Nord. 4.000, invece, le etichette in assaggio tra cui scegliere per il pubblico di appassionati e operatori del settore.  Una novità, l’area espositiva dedicata alla Fiera dell’Amaro d’Italia, promosso da Amaroteca e ANADI, Associazione Nazionale Amaro d’Italia. Altra “prima”, l’area dedicata alle soluzioni tecnologiche innovative in fatto di impianti, attrezzature e servizi connessi alla filiera del vino, veri partner della #sostenibilità.   Alta affluenza Oltre 10.000 gli ingressi, la metà dei quali di operatori del settore. Un folto pubblico che ha potuto apprezzare l’omogeneità dei vini proposti, tutti rigorosamente selezionati secondo i requisiti di qualità definiti da Slow Food nel suo “Manifesto del vino buono, pulito e giusto”. Significativa la presenza di buyer stranieri, selezionati anche grazie alla collaborazione di Italian Trade Agency (Ice) e del Ministero degli Affari Esteri e della cooperazione internazionale (Maeci). Per la maggior parte provenienti da Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina e Germania, offriranno alle cantine presenti interessanti opportunità di accedere a nuovi mercati esteri. Le nove masterclass in programma e gli incontri nella Slow Wine Arena – Reale Mutua e in Sala Opera hanno registrato in generale una buona affluenza di pubblico.  Una Fiera di indubbio successo  «Il successo della seconda edizione di Slow Wine Fair, insieme a Marca, Sana e al Mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti che debutterà a novembre, conferma BolognaFiere come il principale polo fieristico per le esposizioni internazionali b2b del settore agroalimentare. Luogo in cui gli operatori non solo fanno business, ma tracciano le tendenze del mercato. Alla luce dei risultati ottenuti dalla Slow Wine Fair sia in termini qualitativi che quantitativi, siamo contenti di aver sposato da subito la felice intuizione di Slow Food, dando spazio e voce a un mondo vitivinicolo che guarda al futuro con coscienza e impegno». Queste le parole di Antonio Bruzzone, direttore generale di BolognaFiere, pronunciate dando appuntamento alla terza edizione che si terrà dal 25 al 27 febbraio 2024.  A cura di  Claudia Riva di Sanseverino
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13 Marzo, 2023

IoVino Roma

IoVino Roma Ho partecipato a decine di degustazioni e manifestazioni sul vino. Quella di ieri 12 marzo al TH Carpegna Palace di Roma organizzato da IoVino aveva un che di particolare. Due regioni possono sembrare poco. Magari c’è anche chi ha snobbato l’evento pensando ad una diminutio. Chiunque lo abbia fatto ha sbagliato di grosso. Due regioni possono rappresentare tanto. Possono esprimere aziende e persone che meriterebbero una maggiore notorietà. Due regioni che offrono visioni del vino diverse, magari non accomunate da nulla. Se non dalla consapevolezza di offrire prodotti di assoluto rilievo oltre i mostri sacri che le stesse offrono. Le Marche che può andare aldilà del Verdicchio e delle sue espressioni. Che trova in tutti i produttori presenti reinterpretazioni dei bianchi e dei rossi di una moltitudine di sfaccettature.                                             La Campania poliedrica e determinata ad andare oltre l’Aglianico, Il Greco e il Fiano (comunque eccellenti!) focalizzandosi su vitigni autoctoni spesso non valorizzati come il Piedirosso, il Pallagrello, l’Asprinio per citarne alcuni Ho incontrato produttori schietti e sinceri. Abbiamo discusso dei loro vini. Abbiamo scherzato. Abbiamo riso. Ci siamo confrontati sui loro prodotti che ho trovato non mediamente ma tutti di ottimo livello. Un plauso all’organizzazione e un plauso a tutti i produttori che hanno realmente portato la loro terra, la loro esperienza, il loro amore per questo settore in quel di Roma NB I miei vini sono nelle stories “IoVino” del mio account Instagram (link sotto) Ivan Vellucci Mi trovi su instagram : @ivan_1969
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14 Febbraio, 2023

Wine in Venice, una dichiarazione d’amore per il mondo del vino

Otto paesi stranieri coinvolti, Tremila duecento visitatori, Quattordici consorzi…il mondo del vino ha una nuova casa ed è Venezia grazie al debutto da record di “Wine in Venice” È stato un amore a prima vista, un tumulto di passione, un vortice di emozioni, sono queste le espressioni più corrette per descrivere la prima edizione di “Wine in Venice” organizzato da Winetales, Beacon, The Media Company Store e Venezia Unica. Per questa ragione vogliamo raccontarla, proprio nel giorno dell’amore per antonomasia: San Valentino  Un racconto a poche settimane da quando la città del doge, con le istituzioni comunali in prima fila, ha accolto  il mondo enoico con la sua inconfondibile ospitalità per tre giorni di kermesse che è andata in scena dallo scorso 28 Gennaio nelle meravigliose sale della Scuola Grande della Misericordia e del Cà Vendramin Calergi. ”Sono stati tre giorni in cui si è fatto un passo avanti concreto per scrivere il futuro del mondo del vino del nostro Paese – dichiara l’assessore al Turismo di Venezia, Simone Venturini – è quindi un orgoglio per Venezia sapere che tutto ciò sia avvenuto qui, tra le splendide sale della Scuola Grande della Misericordia e di Ca’ Vendramin Calergi. Wine in Venice ha dimostrato che, grazie a lavoro di squadra e costanza, si possono creare le condizioni per incidere in modo positivo sulle vite future di molti ed è proprio l’impegno che ci siamo assunti candidando la città a capitale mondiale della sostenibilità. Il 2023 sarà l’anno degli eventi di qualità e dell’esclusività per Venezia, con Wine in Venice abbiamo iniziato con il piede giusto”. Partiamo da un primo dato: il pubblico con una risposta sorprendente oltre 3.200 visitatori che hanno popolato le aree della manifestazione e che sono arrivati a Venezia da tutte le venti regioni italiane e da ben otto paesi stranieri tra cui gli Stati Uniti ed il Brasile. Sono stati tre giorni pieni di appuntamenti che hanno avuto come protagonista venti cantine selezionate da una giuria internazionale di diciotto esperti tra i quali: Lara Loreti, Gabriele Gorelli, Mattia Cianca, Simone Roveda, Karin Meriot e tanti altri…tutti sotto l’attenta regia del presidente di giuria Luca Ferrua, direttore di “Il Gusto” verticale food&wine del gruppo GEDI, media partner dell’evento che ha dichiarato:  “Wine in Venice è stato un bacio magico tra il vino e Venezia, un amore a prima vista che ora va costruito e reso solido come si fa con le grandi storie d’amore. Ci sono tutte le caratteristiche dai progetti comuni, alla reciproca attrazione a quel fascino da corteggiamento eterno perché come due amanti eterni Venezia e il Vino sanno sempre stupirsi. E brindare insieme” Venti cantine che hanno sfilato lungo i duecento ventiquattro metri di tappeto rosso stesi nelle maestose sale veneziane per dare luogo al primo red carpet del vino. Le discriminanti per la selezione delle venti cantine sono state: Etica, Innovazione e Sostenibilità. Le cantine con il loro modo “di fare vino”, hanno rappresenteranno la propria regione, un vero premio al duro lavoro in vigna che ogni anno (per situazioni economiche e climatiche) diventa sempre di più eroico, un vero premio perché non è stata richiesta nessuna quota di partecipazione alle cantine selezionate. Quattordici consorzi presenti alla manifestazione con Valpolicella a fare gli onori di casa ed i tredici consorzi di Ascovilo a raccontare le meravigliose realtà lombarde dall’Oltrepo Pavese alla piccola DOCG del Moscato di Scanzo. Sono state quindici le ore complessive di Masterclass nei tre giorni di manifestazione tutte “sold out” con oltre cento persone presenti per ciascun appuntamento. Un programma di masterclass impreziosito ulteriormente da tre realtà, due Venete ed una dell’Oltrepò Pavese: Valdo, Fiorotto e Bosco del Sasso. Valdo ha stupito il pubblico con un focus sul metodo classico, prodotto inusuale per la zona di produzione e decisamente sorprendente, mentre Fiorotto ha fatto “viaggiare” i presenti in un percorso tra vino e galateo. Bosco del Sasso poi ha presentato un nuovo progetto imprenditoriale in un territorio enoico in grande crescita per un’azienda che ha creato un forte legame con il territorio e la volontà di far conoscere il valore di una produzione vitivinicola rispettosa delle tradizioni ma proiettata al futuro. Una visione internazionale è arrivata da GPA Sportech, azienda che ha sostenuto la manifestazione ed ha messo in scena una ricercata verticale sui vini della Borgogna. Un altro momento di forte richiamo internazionale è stata la presenza di Uniexport Manager che ha assegnato, nel contesto veneziano, il suo premio dedicato alle migliori storie di export nel mondo, attività confermata anche per la prossima edizione.   Protagonista assoluto di questa prima edizione è stato il Consorzio di tutela del Lugana con due Masterclass “sensoriali” ed un pomeriggio dedicato ai 40 produttori per approfondire le capacità di affinamento del vitigno Turbiana, l’evento ha preso il nome di “Armonie Senza Tempo” ed è stato certamente uno dei momenti più apprezzati sia dal pubblico che dagli operatori. Gianpaolo Breda, giudice della manifestazione e presidente di AIS Veneto oltre a garantire con il suo team di sommelier la qualità nel bicchiere delle aziende selezionate, ha eseguito tre masterclass che ci hanno portato in giro per il “bel paese” in un percorso incredibile. Perché incredibile? Perché in moderazione c’è stato il più grande talento della manifestazione Alessandro Nigro Imperiale un giovane ragazzo pugliese di trentuno anni che sta facendo grande l’Italia nel mondo. “Wine in Venice è già l’evento che ha segnato la comunicazione del Vino in tutta Italia nel 2023. Vini ed ospiti d’eccezione in un contesto unico come quello del bellissimo e storico Palazzo della Misericordia. Non ci resta che aspettare impazienti il prossimo Wine in Venice 2024!” Alessandro è il miglior sommelier AIS 2022, il miglior sommelier francese 2023 ed anche Head of Sommelier del Four Seasons di Cap Ferrat in Francia. Alessandro ha presieduto tutti i momenti ufficiali della manifestazione dimostrando un’energia unica ed una competenza eccezionale con una dose di umiltà invidiabile, chapeau! Vinrà e la sua selezione di Vini sostenibili non solo ha eseguito una masterclass di grande impatto, ma ha fornito numeri tangibili e metriche di calcolo sulla sostenibilità che sicuramente saranno approfondite nelle prossime edizioni della manifestazione. Oltre al programma di masterclass, ha avuto un ruolo da protagonista il palcoscenico dedicato ai WineTalks dove si sono alternati ospiti di assoluto livello: da Roberto Cipresso a Dominga Cotarella, da Jacopo Cossater a Brunella Saccone, da Mattia Tabacco al senatore Gianmarco Centinaio, da Valentina Quattro a Luca Molinari per confrontarsi su un argomento comune: Come dovrà essere il Vino del Futuro? WineTalks condotte da: Lara Loreti, Francesca Pagnoncelli Folcieri e Laura Donadoni. WineTalks che ci hanno raccontato come il vino dovrà parlare ai consumatori attraverso: etica, innovazione e sostenibilità.                                    Tutto concluso? Assolutamente no! La manifestazione non finisce qui, anzi grazie al progetto 365 Giorni di “Wine in Venice” con TheFork vivrà sui ristoranti veneziani con la selezione di vini “Wine in Venice” ed esperienze dedicate per un percorso che ci porterà dritti al prossimo 20 gennaio 2024 quando si stenderanno di nuovo i tappeti rossi ed andrà in scena la seconda edizione di Wine in Venice.         Le dichiarazioni dei protagonisti: “Wine in Venice è un percorso iniziato quest’anno che ha portato a Venezia un nuovo modo di raccontare il vino. Abbiamo voluto riunire intorno ad un calice il “saper fare” del nostro paese concentrandoci su valori che devono essere fondanti nella nostra imprenditoria, ovvero: Etica, Innovazione e Sostenibilità. Adesso insieme a “Il Gusto” vogliamo far crescere questo progetto inserendolo dal prossimo anno anche negli altri grandi eventi veneziani come il Carnevale ed il festival del Cinema e portandolo magari anche in giro per il mondo. Vi aspettiamo a Venezia il prossimo 20 gennaio 2024!” dichiara Damiano Antonelli, Ceo di Winetales marchio di W.T. Group, azienda organizzatrice di Wine in Venice. ”Siamo molto contenti di aver creato questo progetto, una grande sfida che permette di valorizzare Venezia ed il suo DNA internazionale, un percorso iniziato quest’anno che vogliamo far crescere” dichiara Riccardo Rabuffi, Amministratore Unico  di Beacon srl azienda organizzatrice di Wine in Venice. “Sono stati mesi avvincenti e sfidanti quelli che ci hanno condotto alla prima edizione della manifestazione, siamo orgogliosi di aver portato un nuovo format nel mondo del vino con la forza di un progetto che ha come obiettivo quello di far crescere ancora questo comparto produttivo nel mondo” dichiara Alessandro Bartolini, Amministratore Unico di The Media Company Store srl, azienda organizzatrice di Wine in Venice.  “Wine in Venice, con la passione profusa dalle 20 cantine selezionate e premiate, dimostra che un altro modo di fare viticoltura esiste: il rispetto per la natura e per le persone donano un sapore nuovo al vino stesso. A noi il compito di raccontare questa straordinaria evoluzione” dichiara Lara Loreti responsabile Wine & Spirit di “Il Gusto.  Gianpaolo Breda presidente di AIS Veneto commenta cosi: “La passione, la cultura del vino e l’amore per la città più bella del mondo hanno aperto le porte a Wine in Venice, un evento che farà parlare ancora molto di sè”. AIS Veneto è pronta ad accogliere una nuova edizione con energia ed entusiasmo! “Wine in Venice si è dimostrato un evento di successo sia per l’affluenza sia per la qualità degli interventi e delle cantine premiate. Siamo felici di aver partecipato e non vediamo l’ora di lavorare insieme al progetto ‘365 Giorni di Wine in Venice con TheFork’ per portare l’eccellenza dei vini vincitori nei ristoranti di Venezia partner di TheFork che aderiranno all’iniziativa” dichiara Valentina Quattro director Italy and Spain di TheFork  Francesca Pagnoncelli Folcieri aggiunge:  “Come direttore scientifico di Wine in Venice e come produttrice quello che mi rende più felice e orgogliosa di questo evento, che siamo riusciti a realizzare è il fatto di aver dato voce a produttori che fanno scelte coraggiose tutti i giorni per necessità di coscienza, più che per qualunque altra considerazione…non ci sono fini commerciali, ma solo scelte necessarie per essere rispettosi dell’ambiente in cui viviamo e riuscire così ad avere cura della nostra terra al meglio possibile.” Christian Marchesini presidente del consorzio della Valpolicella dichiara: “Siamo stati soddisfatti della manifestazione lagunare di Wine In Venice. E’ stato un momento perfetto per fare networking con gli operatori di settore, valorizzare i vini del territorio della Valpolicella in una delle città italiane più rappresentative per il mondo Ho.Re.Ca d’eccellenza, che è poi il nostro principale target di riferimento”. Giovanna Prandini presidente di Ascovilo ha dichiarato: “Buona la prima per la proposta originale di “Wine in Venice” efficace nel rappresentare l’eccellenza del vino made in Italy con un nuovo format molto accattivante” “Una manifestazione che già è diventata importante nel panorama vinicolo italiano, ora le aspettati per il 2024 sono altissime, ma siamo sicuri che Wine in Venice non ci deluderà” dichiara Maurizio Panzironi Amministratore di GPA Sportech  “Un’emozione unica e una scelta di grande sensibilità voler premiare la sostenibilità dei vini italiani in una cornice di rara bellezza: Venezia! Wine in Venice è stata un’esperienza ricca di spunti, di nuove progettualità e di sinergiche amicizie, con un team entusiasmante che ha costruito il contenuto dell’evento prima di tutto con passione! Siamo onorati di essere nella squadra!” dichiarano Paolo Criscione e Maria Dei Svaldi di Vinrà Il presidente di Uniexport Manager, Giuseppe Vargiu ha commentano cosi: “Come Uniexportmanager siamo felici di aver partecipato a “Wine In Venice”.  Insieme ai vincitori del Premio ExportItalia e agli exportmanager convenuti a Venezia da tutta Italia abbiamo testimoniato l’importanza cruciale delle piccole aziende del vino e del food made in Italy e del portare il loro sviluppo internazionale al centro della nostra economia.” La redazione di Winetales Magazine
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