BlendNews

BlendNews è un contenitore di informazioni dedicato al vino. Racconteremo gli eventi, le novità e le curiosità di questo mondo.

 

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23 Marzo, 2022

serate assaggio vini Val Pontida

Cinque serate di assaggio vini – dalla Val Pontida: vini potenti et buonissimi. Così recita, a slogan, la memoria del territorio: come guida il commento del sommelier AIS e la disponibilità dei vignaioli a svelarne i segreti (almeno qualcuno). Cinque le etichette in assaggio per ogni serata. Occasioni per riscoprire un territorio, la collina di Pontida, terra di antichissime tradizioni enologiche, attraverso i vini e l’ospitalità dei suoi viticoltori. Le date, i temi, le etichette. Le serate assaggio vini in Val Pontida hanno tutte il medesimo piano lavori: si svolgono presso la sede del vignaiolo ospite e si inizia dalle ore 20:00. Assieme ai vini in assaggio, intermezzi gastronomici intonati. accoglienza;assaggio vini: le prime tre etichette, con il commento del sommelier AIS e il racconto del vignaiolo produttore;il vignaiolo ai fornelli: proposta di abbinamento con un piatto intonato ai vini;ancora assaggio di vini, le altre due etichette, raccontate e commentate;dolcetto a sorpresa;libera convivialità con i vignaioli. VALPONTIDA ALTERNATIVA, VITIGNI E TECNICHE CURIOSE Venerdì 8 Aprile – Presso Tosca Vini Bio (Agriturismo Polisena)
Quando il vignaiolo capace non s’accontenta delle proprie consuete vinificazioni, ma sperimenta vitigni e procedimenti nuovi o riscoperti dalla tradizione: sono produzioni di poche bottiglie, ma ben curate, a espressione di quello che il vignaiolo ha piacere di concedersi nel suo lavoro. Ospita Tosca Vini Bio: L’Azienda Agricola Tosca nasce nel 2000, quando i coniugi Tosca e Marco Locatelli, da sempre osservatori attenti e studiosi interessati ai principi dell’agricoltura biologica, decidono, con l’aiuto dei figli, di dedicarsi all’allevamento della vite nei nove ettari di loro proprietà, terreni interamente terrazzati ed ottimamente esposti sulle dolci colline di Pontida, all’ingresso della Val San Martino. • Tosca TriBàle Frizzante Col Fondo. Uve Solaris, Riesling e Chardonnay. • Tellurit Sauvignon. • Driadi Tilamore Vino Bianco. Uve Bronner e Moscato Giallo. • Tosca Col di Frà Igt Bergamasca Rosato. Uve Moscato e Merlot Rosato. • Drezza Metodo Classico Brut. Uve Pinot Nero e Chardonnay. VALPONTIDA IN BIANCO Giovedì 21 Aprile – Presso Tellurit
La bergamasca è nota per essere terra di vini rossi, la Val Pontida di vini potenti et buonissimi. Qui però ben si rappresenta l’eleganza e la straordinaria suggestione dei vitigni a bacca bianca che crescono sul sasso, sul Flysch di Pontida.
E che ce ne portano freschezza e mineralità. Ospita Tellurit: nel Borgo di Capietaglio (Palazzago), uno degli insediamenti più antichi della zona – risale al ‘200 – almeno in parte ritornato in attività e desideroso di raccontare la sua storia attraverso le proprie produzioni vinicole e olearie e la proposta di ospitalità. • MezzaRipa Metodo Charmat. • Tellurit Incrocio Manzoni. • Driadi Tilamore Vino Bianco. Uve Bronner e Moscato Giallo. • Tellurit Riesling. • Drezza Metodo Classico Brut. Uve Pinot Nero e Chardonnay. BOLLE IN VALPONTIDA Sabato 7 Maggio – Presso Cascina Drezza
Vignaioli alle prese con il metodo classico – la presa di spuma in bottiglia, oppure, a seconda, con il metodo italiano – la rifermentazione in autoclave.
Lasciate tempo ai lieviti di fare il loro lavoro, quando poi si stappa sarà una festa per tutti. Ospita Cascina Drezza, Società Agricola Semplice: già proprietà del conte Prospero Zanchi di Zan oggi l’erede PierLorenzo Zanchi – per gli amici Peter – ha trasformato la tenuta in un angolo di paradiso all’interno della cornice naturale della Val San Martino. Accanto alla struttura centrale “ruotano” – in fondo Peter è sempre un gentleman driver – gli ulivi, le vigne, gli orti e gli alberi da frutto. • Drezza Brut Blanc de Blancs. • MezzaRipa Metodo Charmat. • Drezza Metodo Classico Brut. Uve Pinot Nero e Chardonnay. • Tellurit Metodo Classico. • Tosca Kiki V Brut Rosé. VALPONTIDA IN UVAGGIO, VITIGNI IN BLEND Giovedì 19 Maggio – Presso Mezzaripa
Il taglio bordolese, storico uvaggio di merlot e cabernet, è il modello: questa realizzazione è da sempre impegnativa, una sorta di prova d’artista per il vignaiolo – qui i confronti non mancano, e con alcune delle migliori vigne del mondo. Ma niente paura, la Val Pontida è terra di vini potenti et buonissimi: sapranno ben dire la loro. Ospita MezzaRipa. Azienda Agricola Ravasio Fabio: a metà della ripa che congiunge il fondo valle con le dolci colline della Riviera di Pontida, torna a splendere MezzaRipa – ambiente naturale e semplice – dove rigenerarsi attraverso uno dei mestieri di un tempo: raccogliere i frutti della terra. Oggi MezzaRipa offre un assaggio di quello che i viandanti possono trovare nella riscoperta della Valle San Martino: è residenza e cantina per la produzione dei propri vini. • Driadi Rosato Frizzante. • Mezzaripa Riél Acciaio. • Tosca Rosso del Lupo Valcalepio Rosso Doc. • Mezzaripa Caspià Barricato. • Drezza Metodo Classico Brut. Uve Pinot Nero e Chardonnay. VALPONTIDA IN ROSSO Giovedì 9 Giugno – Presso Le Driadi Slow Farm
Il rosso in purezza, vuoi vinificato in solo acciaio, vuoi impreziosito ulteriormente dalla permanenza nelle botti di legno: la Val Pontida è felice terreno per il vitigno Merlot, qui i vignaioli lo interpretano come un violinista la partitura di un concerto per soli archi: armonia di profumi e di sapori per la gioia del naso e del palato. Ospita Le Driadi Slow Farm: produttori di vino a Palazzago, frazione Capietaglio, sulle colline ad ovest di Bergamo. Conducono la propria vigna certificata biologica in accordo a metodi steineriani, per produrre vini naturali fermentati con lieviti autoctoni e vinificati senza additivi enologici. Nel frattempo ogni tanto aiutano al recupero e alla gestione di vigneti altrimenti poco coccolati nelle vicinanze e sono sempre pronti ad accogliervi per parlare dei propri vini… e ad assaggiarli con voi, ci mancherebbe. • Driadi Driade Felice. • Tellurit Merlot. • Tosca PrimoRò Bergamasca Igt Senza Solfiti. • MezzaRipa Caspià Barricato. • Driadi Alto della Poiana Merlot Barricato. 3-domande-3 al vignaiolo Questa volta tocca a Luciano Chenet di Le Driadi Slow Farm, Presidente dell’Associazioni Viticoltori Val Pontida. La Val Pontida è un territorio di tradizioni vinicole antichissime. Cosa vuol dire per voi recuperarne, almeno in parte, il vitato? Omaggio al ricordo del passato o rinnovato patto con il territorio per il futuro? entrambe le cose. Come si fa a dividere? Il passato lo abbiamo riscoperto anche con la ricerca collettiva. La solidarietà delle vecchie generazioni di locali che seguono il nostro lavoro è il vero testimone tra passato e futuro. I Viticoltori dell’Associazione allevano sia i vitigni storici della bergamasca che alcune varietà piuttosto inconsuete o innovative. Come conducete questo tipo di sperimentazioni e a che scopo? la passione e la voglia di migliorare sempre è il vero motore. La bergamasca non ha una connotazione storica definita. Non ha un sangiovese, un nebbiolo. Non ha un vitigno storico che offra un timone. Ha una doc bordolese che se vuoi nasce più per comodità che per tradizione. In questo modo il desiderio di sperimentare porta a una libertà e se vuoi a una licenza maggiore che porta a sperimentare Bronner oppure moscato di scanzo fuori zona piuttosto che Sauvignon in barrique. Le serate di questa primavera sono una sintesi tra tecnica enologica e convivialità: a chi pensate siano meglio rivolte e chi non vi aspettereste proprio di trovare interessato, sempre disposti a rimanerne felicemente sorpresi? le serate sono una sfida contro noi stessi: è un modo di dire al mondo “ci siamo” e di aprirci al giudizio. Ci aspettiamo curiosi e interessati, ma anche scettici. La sorpresa più bella e la
soddisfazione più bella sarebbe quella di rendere orgoglioso il nostro territorio di quello che facciamo. Sarebbe il massimo per noi permettere a tutti (o convincere tutti) di farsi ambasciatori del territorio in cui vive. “Ecco questo è il vino che fanno nella mia zona!” Le serate di assaggio vini in Val Pontida sono prenotabili presso il produttore stesso che ospita l’evento. (a cura della Redazione)
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18 Marzo, 2022

Bere il Territorio - Raccontare il vino attraverso un viaggio

Raccontare il vino attraverso un viaggio…la nostra rivista non poteva mancare nel divulgare questa bellissima iniziativa: non a caso ci chiamiamo Racconti di vino…quindi questo concorso letterario promosso da GoWine ci accende di entusiasmo creativo che volentieri condividiamo con voi. Siamo alla ventunesima edizione, e siamo in un periodo in cui le modalità di approccio e di narrazione del vino sono cambiate in modo velocissimo! Approfittate di quest’occasione per mettervi alla prova! Obiettivi, come da dichiarazione ufficiale di Go WIne: “ E’ un progetto culturale che ha sempre accompagnato la vita dell’associazione fin dalla sua costituzione e che giunge nel 2022 ad un traguardo importante. La scadenza è fissata al prossimo 30 aprile. Il Concorso conferma gli obiettivi di sempre che si rinnovano ogni anno e si misurano sempre con nuovi protagonisti: far crescere la cultura del consumo dei vini di qualità e contribuire, mediante il tema della narrazione, a valorizzare storia, tradizioni, paesaggio, vicende socio-culturali dei territori del vino.” Siamo quindi curiosissimi di seguire il progetto e di capire che risultati darà. Voi intanto, muniti di carta, penna, inchiostro, calamaio, o più facilmente di schermo e tastiera, dateci dentro con la Vostra creatività, con la Vostra passione per il nettare divino: comunicatela, narratela, raccontatela, declamatela! Raccontare il vino attraverso un viaggio, una bella esperienza che ci giuda e ci porta sempre a fare viaggi meravigliosi con la fantasia sempre con una attenzione meravigliosa con la realtà. Non finiremo mai di dare voce ai bicchieri riempiti e giovialmente svuotati, Go Wine!  A Cura di Francesca Pagnoncelli Folceri 
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16 Marzo, 2022

Women for wine

Women for Wine è partita in modo informale e spontaneo un iniziativa lanciata da Wine Tales Magazine sul suo account Instagram per celebrare la Festa delle Donna. E’ partita con un messaggio di richiesta di supporto a Francesca Mafrici, ed in 24 ore si è allargata ad una cerchia ristretta di amiche produttrici, blogger, narratrici del mondo del vino, e si è concretizzata in una serie di post in cui, in contenuti espressi in poche righe, sono emerse parole chiave, sentimenti, necessità che, sotto sotto, ci tengono tutte unite. Lascio raccontarla a Francesca, vera ideatrice di questa iniziativa. “Abbiamo pensato di lanciare l’hashtag #womenforwine in occasione della giornata internazionale della donna per celebrare tutte le donne e in particolare quelle che di vino ne parlano, ne scrivono e ne bevono! “L’intento reale è quello di far squadra, di conoscersi, di supportarsi e di collaborare! Come ben sappiamo, quando si dà importanza a qualcosa non è sufficiente festeggiare un solo ed unico giorno, ma bisogna coltivare in ogni istante l’interesse e la passione per l’argomento in questione. Così come l’amore non ha senso che sia celebrato solo a San Valentino, ma ad ogni occasione possibile, lo stesso vale per le donne, che spesso sono dimenticate, bistrattate, volutamente emarginate e che compiono.  il doppio della fatica rispetto agli uomini, per ottenere trattamenti che dovrebbero ormai essere loro garantiti senza discriminazione. Perciò, con i nostri semplici post abbiamo voluto raccogliere il pensiero di alcune donne del vino, che ogni giorno si impegnano per far sentire la loro voce e che hanno un’opinione ben chiara di cosa vogliono e di quanto meritino. Abbiamo cercato di sottolineare cosa significhi per noi essere donne, le nostre gioie e le tante sofferenze, spesso inespresse, le nostre aspettative e i nostri sogni. Essere donne del vino, nello specifico, vuol dire avere una grande passione, che ci porta ad essere anime curiose in cerca di risposte; risposte che spesso troviamo confrontandoci tra di noi, ridendo, scherzando, studiando e viaggiando. Speriamo che questa semplice iniziativa sia solo una delle tante che vedremo sorgere nel prossimo futuro.  Speriamo che sempre più donne si avvicinino al mondo enologico e, soprattutto, che sempre più donne si uniscano e creino grandi realtà insieme. L’unione (delle donne) fa la forza non è solo un modo di dire, ma  un mantra nel quale crediamo e nel quale stiamo investendo! Perché Donna è più bello!                                                                       Francesca Mafrici @ma_lafra Senza impantanarsi in discorsi troppo impegnati concludiamo la celebrazione delle DONNE raccogliendo di seguito, in un continuum, i pensieri condivisi da chi ha voluto contribuire con la sua foto. Un collage che, così composto, assume più forza e più senso. @sommelierouge e questa la sua dedica: “Il mio messaggio con questa foto a volto semicoperto vuole rappresentare ciascuna donna senza un “Io”. Poiché tutte siamo Divine .. e non c’è riferimento più chiaro al Vino nella parola Divina! E concludo con una citazione di Segovia Amil “Quella donna che è onesta con se stessa, devota alla sua consapevolezza, coltiva la sua unicità. Perché lei è vera, lei è Divina” @lucy.gossipwine e questa la sua dedica: “Alziamo i calici e riconosciamo i pregiudizi di genere diffusi nella nostra società siano un ostacolo allo sviluppo personale. Le aziende che vorranno trarre il massimo profitto dall’inclusione delle diversità, dovranno affrontare nuove sfide come la riduzione dei pregiudizi di genere (gender bias), in pratica la distorsione cognitiva della valutazione dovuta al pregiudizio. Nella nostra società non si tiene ancora in considerazione quanto sia forte l’influenza dei gender bias nelle relazioni interpersonali e nella carriera lavorativa, per questo è necessario favorire attività utili a riconoscere questi preconcetti in modo da poterli eliminare. Questi pregiudizi inconsci limitano le donne nell’aspirazione di rivestire determinati ruoli di leader. Per questo è determinante essere consapevoli della forza di questi meccanismi mentali e riappropriarsi dei propri progetti e desideri professionali.” @valery_and_the_wine e questa la sua dedica: “Mira sempre l’obbiettivo, anche se si trova dietro a mille ostacoli.. se riuscirai a superare il primo giudizio più severo, che è quello di te stessa verso te stessa, la tua femminilità, la fantasia, l’intuito e perché no, nche la tua sensualità, diventeranno mezzi contro i pregiudizi, e i paletti che l’essere donna spesso, anzi direi sempre , incontra” @deniseoriani e questa la sua dedica: “La mia dedica a tutte noi Donne la faccio con un bel calice di Valpolicella Ripasso Superiore ‘Marchesa Mariabella’ @massimago che con la sua etichetta ironica che vuole prendere in giro l’aristocrazia del mondo del vino e nutre aspettative positive per il futuro, creando le premesse per una vera e propria straordinaria rinascita qualitativa. Quella che mi auguro arriverà anche per tutte noi!” @vigneronway e questa la sua dedica: “I am anything I want We are all wonder women 💝 Continuous effort — not strength or intelligence — is the key to unlocking our potential. Liane Cardes” @ma_lafra e questa la sua dedica: Nella canzone di Emmi Meli, una delle caratteristiche che la cantante delinea di sé stessa, delle donne, uno dei tanti nostri modi di essere, è l’essere SEXY. Parola estremamente abusata e, aimè, per lunghi periodi stigmatizzata. Avere una carica che attragga attenzione e sguardi è spesso stata vista, per una donna, come una sciagura. Perché si, se tu attrai è perché punti tutto sull’estetica e non sul contenuto, oppure metti in ombra le altre donne! Spererei che questo termine venisse usato sempre di più con l’accezione positiva che dovrebbe avere: essere sexy nell’essere chi siamo, nell’osare, nel sentirci belle e non vergognarcene, nel dire la nostra e non aver paura. Si può essere sexy degustando un calice, camminando in vigna, potando delle piante, raccogliendo dei fiori. Cerchiamo di leggere anche il lato positivo delle parole e apprezziamo con meno giudizio noi stesse!! CIN!! @hospitality_consultant_wineho e questa la sua dedica: Dove saremmo senza “la sorellanza”? Sono così fortunata a collaborare, vivere e sorridere con donne fantastiche! Ciascuna di loro mi ispira e mi insegna qualcosa di nuovo ogni giorno.  Un brindisi a tutto ciò che le donne, in gruppo, sanno raggiungere! @crivads e questa la sua dedica: 𝗗𝗮𝘁𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗱𝗼𝗻𝗻𝗲 𝗼𝗰𝗰𝗮𝘀𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗲 𝗲𝗱 𝗲𝘀𝘀𝗲 𝘀𝗮𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗮𝗰𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 Oscar Wilde Care donne meravigliose cerchiamo di crearle noi queste occasioni facendo gruppo proprio come questo che si è formato spontaneamente in questa giornata. È bello vedere le donne che si supportano e a volte si sopportano a vicenda. Ho sempre creduto nell’amicizia e nella sorellanza e più vado avanti più mi rendo conto di quanto sia un valore assoluto e irrinunciabile. Insieme è tutto più facile. Quindi al di là della “Festa” commerciale che sicuramente serve ad attirare per un solo giorno l’attenzione sul nostro valore, da sempre sottovalutato in tutti i campi, guardiamoci dentro e vediamo cosa realmente possiamo fare noi per prime per cambiare le cose.” @eyesbluelife e questa la sua dedica: “Le donne che hanno cambiato il mondo non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza!!!” Rita Levi Montalcino @morenamonaldi e questa la sua dedica: “Non c’è limite a ciò che noi donne possiamo realizzare” @francypagno e questa la sua dedica: “Posso essere ciò che voglio:Sono donna uomo bambino. SOno giovane e vecchio. Sono nera gialla verde, anche grigia a volte.Felice e triste, leggera e spensieratao spenta e disperata. Spranzosa, demotivata, rugosa o liftata. Bella e truccata o sfatta e sfiancata. Prima e sopratutto sono un essere umano. Prima di tutto ho bisogno di AMORE, RISPETTO, SOSTEGNO. E in questa necessità primaria di sicurezza emotiva siamo TUTTI SULLO STESSO PIANO!” Women for wine o wine for women, questo è il dilemma! Alla prossima iniziativa rosata! A Cura di Francesca Pagnoncelli Folceri 
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5 Marzo, 2022

La festa della potatura a Montecatini Terme

La festa della potatura a Montecatini Terme ospiterà  vini naturali e una selezione di produttori che hanno scelto di “uscire dal coro”, saranno i protagonisti della due giorni di degustazioni in calendario domenica 6 e lunedì 7 marzo a Montecatini Terme. L’evento sarà ospitato nella prestigiosa location dell’Hotel Tuscani Inn e vedrà la partecipazione di oltre 20 produttori provenienti da diverse località d’Italia. Non solo vino, alla manifestazione saranno presenti, infatti, anche operatori nel campo del cibo di qualità. Un’iniziativa che nasce come estensione degli incontri tra piccoli vignaioli che negli anni si sono intensificati con l’obiettivo di confrontare le loro opinioni nel campo della viticoltura e dell’enologia. Scambi di idee che hanno fatto emergere la personalità il pensiero, la filosofia e il modo di essere di personaggi con un cuore e un’anima che vanno ben oltre la produzione di una bottiglia di vino. E giorno dopo giorno i promotori di questi incontri hanno visto nascere attorno a sé un gruppo estemporaneo di persone, i “Gottari”, che hanno, a loro volta, sposato questo modo di intendere la viticoltura. Da qui la “Festa della Potatura”, un evento mirato a far conoscere e degustare i vini dei produttori: l’occasione per confrontarsi con un pubblico di appassionati e di operatori del settore enogastronomico. GLI ORGANIZZATORI Azienda Agricola Pulcini Manuel, produttore della provincia di Lucca, ideatore dell’evento, particolarmente attento all’etica sulle vinificazioni naturali e al recupero di vigneti abbandonati. Matteo Circella, premiato come miglior sommelier d’Italia 2021 dalla Guida Michelin. Andrea Sala, titolare di That’s Wine, affermata azienda di distribuzione di vini naturali e di terra, presente con una selezione di vini esteri. Hotel Tuscany Inn di Montecatini che ha partecipato all’organizzazione e fornito i servizi di logistica. IL PROGRAMMA Le degustazioni si terranno domenica 6 e lunedì 7 marzo, dalle 10.00 alle 18.00. Nella giornata di domenica, aperta anche al pubblico, è previsto alle 16.30 lo spettacolo di musica elettronica con il Dj romano Riccardo Deep Friso, artista musicale nel panorama underground della musica elettronica. Alle 19.30 i produttori e i loro accompagnatori potranno partecipare alla tavola rotonda condotta dal sommelier Matteo Circella presso il ristorante della struttura. Un’interessante occasione di confronto e condivisione di idee e proposte. La giornata di lunedì sarà riservata prevalentemente agli operatori del settore enogastronomico. LA CENA Domenica sera, alle 20.00, a conclusione di un’intensa giornata di degustazioni e incontri, i produttori si ritroveranno di nuovo per apprezzare il menù Tosco-Lombardo proposto dallo chef Marco Mori della Vineria Morris di Erba, in provincia di Como. Un locale dove la buona tavola si coniuga con lo spirito dell’Oste, capace con la sua brigata di proporre e rivisitare i piatti della tradizione. Imperdibile punto di riferimento per chi ama la genuinità del buon cibo e di vini che raccontano il lavoro e la dedizione di produttori, in un ambiente autentico come il padrone di casa. I PARTECIPANTI WINE Rocco di Carpeneto (Carpeneto AL) Arnaldo Rossi (Cortona AR) Il Farneto (Castellarano RE) Cantina Gigli (Borgo a Mozzano LU) Le colline del sole (Cinigiano GR) Simone Pulcini (Frascati RM) Calogero Caruana (Montallegro AG) Eraldo Dentici (Casale PG) Manuel Pulcini (Lucca LU) Fattoria di Camiliano (Capannori LU) Tenuta Lenzini (Gragnano LU) Podere Concori (Gallicano LU) Podere di Rosa (Lucca LU) Tenuta l’armonia (Bernuffi VI) I Forestieri (Roccatederighi GR) Giorgia Grande (Sesta Godano SP) L’insolente (Micheletti VR) Terra della luna (Ortonovo SP) Stanzaterrena (Passopisciaro CT) Fattoria Kappa (Castellina Marittima PI) Casa dal diavolo (Castiglione Chiavarese GE) FOOD Azienda Agricola Luca Varini (San Quirico LU) OLIVICOLA La Dispensa (Lamporecchio PT) CASEARIA DISTRIBUZIONI PARTECIPANTI That’s Wine di Andrea Sala (Selezione di Vini Esteri) Gitana Wines (Proposta di Vini Esteri e produttori in presenza) QUANDO E DOVE Domenica 6 e Lunedì 7 marzo – Montecatini Terme Hotel Tuscany Inn – Via Cividale 86/E Vi aspettiamo! A Cura di Clara Maria Iachini 
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23 Febbraio, 2022

Il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo elegge il nuovo CDA

Il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo lo scorso 21 febbraio, ha tracciato il suo percorso di crescita per il prossimo triennio nel segno della continuità riconfermando i Consiglieri in carica:  Andrea Simone Magri, Daniela Martinelli, Stefania Castoldi, e rieleggendo come Presidente Francesca Pagnoncelli Folcieri e come Vicepresidente Ippolita Lucchetti. Il moscato a bacca rossa della seconda DOCG più piccola d’Italia ha appena concluso un anno molto importante nel quale ha lanciato diverse iniziative di valorizzazione della suo prodotto sia in bergamasca che in giro per l’Italia, con una piano concreto di rilancio di questa eccellenza ampelografica che è stato confermato da un buon andamento delle vendite sia nel mercato italiano che nella sede consortile. Il prossimo triennio, che si apre con questa importante nomina della conduzione del Consorzio Lombardo, è fondamentale e all’insegna della continuità, per rafforzare le iniziative di diffusione della conoscenza di questo passito. Il Consiglio di Amministrazione pertanto lavorerà in continuità rispetto all’anno passato, rafforzando relazioni con altri istituzioni e associazioni del territorio, con realtà bergamasche legate alle produzioni enogastronomiche di eccellenza, perfezionando format che hanno dato buoni riscontri e aumentando appuntamenti e occasioni di degustazione. Particolarmente costruttivi sono stati i rapporti con Ascovilo, Associazione Consorzi Vinicoli Lombardi, che hanno consentito la partecipazione ad eventi di respiro internazionale – come la Milano Design Week e Vinitaly – con Ascom Bergamo, con cui sono state studiate delle degustazioni di abbinamento con salumi e formaggi bergamaschi, l’ingresso del Consorzio nella Strada del Vino Valcalepio e dei Sapori della Bergamasca. Segni di apertura importanti, che denotano la volontà di questo piccolo Consorzio di farsi conoscere. Per continuare questo percorso di conoscenza il Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo ha deciso di far crescere le collaborazioni con le associazioni nazionali di Ais e Fisar, promosse e coordinate dal Sommelier Federico Bovarini, Ambasciatore del Moscato di Scanzo, con eventi di approfondimento della perla enologica bergamasca anche fuori dalla provincia e dalla regione, destinate ai professionisti del settore. In conclusione ecco le dichiarazione della riconfermata Presidente, Francesca Pagnoncelli Folcieri: “Il nostro primo obiettivo è far conoscere al mondo il Moscato di Scanzo, un passito rosso da vitigno aromatico, autoctono e con una storia secolare radicata sul nostro territorio. Sono sicura che la maggior parte dei lettori non ne abbia nemmeno sentito parlare. È normale se si pensa che alla fine degli anni ’80 i produttori erano meno di una decina e la maggior parte produceva per il proprio consumo senza raggiungere nemmeno il centinaio di bottiglie. Viviamo un momento favorevole per le produzioni di nicchia e ancora sconosciute come il nostro Moscato: con la pandemia siamo diventati più curiosi, più coscienti di cosa versiamo nel bicchiere, più esigenti anche in termini di consumo di vino. Come produttori stiamo imparando che il primo modo per crescere e migliorare è confrontarsi tra noi, senza paura che vengano rubati segreti o ricette magiche. Ogni produttore interpreta il Moscato a modo suo, lo abbiamo verificato durante le degustazioni proposte nel 2021. Siamo riusciti a metterne a confronto una dozzina e ci siamo resi conto, noi per primi, della varietà e ricchezza di espressione dei diversi Moscato di Scanzo in bottiglia. È una ricchezza che ci fa onore, segno di una produzione rispettosa della terra e dei suoi ritmi, espressione delle diverse annate e terroir, risultato di un lavoro sartoriale sullo stesso vitigno. Queste differenze, particolarmente evidenti per produzioni ridotte come le nostre – massimo 60.000 bottiglie da 0,5l. annui in tutta la DOCG – impressiona favorevolmente chi si accosta a queste degustazioni di confronto. Non si parla di qualità, sempre molto alta, ma di differenti espressioni dello stesso vitigno, che ognuno di noi in base alla sua storia, tradizione, scelte, riesce ad imprimere al suo Moscato”. A Cura della Redazione 
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17 Febbraio, 2022

Googreen, mercato della biodiversità, nel centro di Torino

Il viaggiatore che, sceso in città all’elegante stazione di Torino Porta Nuova, attraversa poi Piazza Carlo Felice per andare verso la centralissima Piazza San Carlo, con ogni probabilità – anche se non piove – nella fretta sceglierà di passare sotto i portici. E questo è un vero peccato, perché nel centro della Piazza ci sono i giardini Sambuy: dai portici certamente si riesce a intuire che in mezzo ci sia del verde, meno ad apprezzarne la quieta bellezza. Il noce, monumentale IL NOCE DEL CAUCASO – GIARDINI SAMBUY Giardini dedicati a Ernesto Balbo Bertone, Conte di Sambuy: viennese per luogo di nascita, sabaudissimo di costumi. Fu infatti Ministro delle Cerimonie di corte e sindaco di Torino verso fine Ottocento: se vi interessa la sua biografia forse è meglio iniziare con il rivolgersi a Wikipedia; quello che qui importa sono i giardini che ne prendono nome, dove il monumentale – nel senso di albero monumentale regolarmente censito nell’Elenco degli alberi monumentali d’Italia a cura del MIPAAF alla scheda 02/L219/TO/01 – Noce del Caucaso (27 metri di altezza e più di 6 metri di circonferenza) troneggia pacato. Questi giardini, visti dall’alto, appaiono come incastonati nella piazza, eppure, vissuti in passeggiata, appaiono restii all’utilitarismo urbanistico contemporaneo: fanno più da spazio di rottura con la quotidianità, da tempo per la propria serena ricreazione personale. Ideali per la proposizione di causalità alternative, quindi, a testimonianza di principi che normalmente si fatica a rappresentare, manco fossero cinguettii perduti nel traffico delle ore di punta o immaginifiche lagrime perse nella pioggia come in Blade Runner. La biodiversità, sulle bancarelle MERCATO GOOGREEN – GIARDINI SAMBUY Il mercato della biodiversità Googreen, appuntamento della seconda Domenica del mese, dalle 10:00 alle 19:00, realizza questa visione, esemplificandola: la difesa della biodiversità, la promozione della produzione locale, l’attenzione posta verso l’ambiente attraverso il riciclo e la scelta dei materiali di confezionamento: tutto mira alla riflessione sul rapporto che abbiamo con gli oggetti, sia pure nel paradigma migliorista del consumo consapevole. Riflessione lenta, Roma non fu costruita in un giorno. 40 produttori, consapevoli Toma di lanzo – mercato googreen In concreto, si trovano una quarantina di bancarelle-gazebo a esposizione e vendita di prodotti alimentari del territorio (verdure, formaggi, conserve, salumi, vini – visto dove ci troviamo – anche pochi, ma ci stanno lavorando), di piantine e fiori dai vivai e di altre proposte, comunque intonate ai temi del mercato. Qualche chicca? Ogni gazebo diceva la sua, ma alla fine io vado a finire sempre sul cibo: le paste ripiene, gli agnolotti insomma, la Toma di Lanzo, i salumi di Suino Nero Valdostano, i Canestrei di Vaie (con lo zabajone, mi raccomando), i gianduiotti artigianali; uscendo poi a fatica dal girone dei golosi… interessanti le borse da materiali riciclati, l’ecopack in cotone e cera d’api. Il cittadino, il turista, passa, osserva, s’incuriosisce, parla col produttore, riflette, semmai assaggia, qualche volta discute il prezzo e alla fine compra: nulla di nuovo sotto il sole, in fondo, soddisfatti i bisogni materiali, campiamo di storie cui diamo credito, e queste storie hanno la forza di modellare le nostre abitudini, tra le quali la soddisfazione dei bisogni materiali, appunto. Nulla di nuovo, si diceva, ma non per questo atto meno importante. Presentazioni e baldorie varie, ben organizzate Biscotti – Mercato Googreen Il mercato si fa poi pretesto: in questa cornice infatti, lungo la giornata, trovano spazio e animazione eventi culturali, presentazioni di libri, esibizioni di cantanti; assiste all’umano fermento il monumentale noce caucasico e all’apparenza ne resta atarassico – ma forse solo perché ancora non ne comprendiamo il linguaggio, potrebbe perfino esserne rallegrato. L’organizzazione di tutto il mercato è puntuale e discreta: Antonella, Alice, Francesca, Greta, Guido ed Emilia, dell’associazione Giardino Forbito di Torino, al lavoro fin dal mattino presto. Ci pensano loro: da fuori quasi nemmeno te ne accorgi, l’evento si svolge davvero assennatamente. Il centro città ha occasione per goderne, senza sopportarne disagio. A cura di Gian Paolo Ciceri @magnosolo
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12 Febbraio, 2022

La solidarietà che riappacifica, si scrive Velenosi, si legge generosi.

  La solidarietà che riappacifica e la racconto così come é andata: nel tratto autostradale tra Arezzo ed Ascoli Piceno, mentre il sole di Febbraio si affrettava a coricarsi lasciando il cielo livido di strisce rossastro-violacee, ascoltavo alla radio una discussione sulle ragioni del clamoroso successo di “Abcdefu”, pezzo di Gayle che dice ‘fxxxx you’ ogni tre per due. Successo socio-psicologicamente spiegato proprio così (in estrema sintesi):la pandemia, le restrizioni e l’incertezza hanno estremizzato un clima di risentimento in cui ad andar di moda, oggi, sono sentimenti di odio e ribellione. Punto. I giovani si ritrovano in un testo che fondamentalmente manda tutti a ‘quel paese’ (in maniera un pochettino più scurrile). Punto. Non riuscendo a confutare questa cinica chiave di lettura, mentre procedevo verso est, veloce come i miei pensieri, non potevo fare a meno di inquietarmi. A bilanciare questo mortifero senso di disagio sociale interveniva però in soccorso la freschezza di sentimenti di una realtà aziendale cui sono ogni mese più legato: Velenosi Vini. Da che li ho conosciuti, sul far dell’estate, ho avuto modo di approfondire molto la loro realtà aziendale e venendo a contatto con buona parte dello staff, mi sono convinto che i sorrisi, il clima disteso e la schiettezza dei colleghi e dei titolari siano il chiaro specchio della trasparenza d’animo e dell’altruismo di una famiglia che ammiro sempre più professionalmente (e qui mi capirete tutti) ma ancor più umanamente (ed è proprio per questo che sto scrivendo). In Velenosi si guarda al futuro ma lo si fa coniugando la determinazione nell’agire con il giusto contemperamento dei sentimenti e degli interessi, con il braccio e con il cuore. Insomma non c’è solo l’utile, ci sono cose molto più importanti. Una visione ottimistica in cui bisogna dare oggi per creare domani. E per costruire qualcosa di buono per un futuro migliore per noi e per i nostri figli sarebbe opportuno spogliarsi di cattivi sentimenti e farci carico delle nostre responsabilità, restituire e condividere ciò che la vita e la fortuna ci hanno concesso. Il prossimo é importante tanto quanto noi. Di questo parlava Marianna Velenosi al telefono mentre mi informava riguardo all’iniziativa di cui sto scrivendo. Poche sere dopo mi ritrovavo in macchina in questo tratto autostradale, direzione Piceno. Il giorno seguente, 4 di Febbraio, l’azienda Velenosi Vini ha condiviso, nello storico Caffè Meletti di Ascoli Piceno, i risultati di un pregevole progetto di solidarietà sociale legato ad un’edizione speciale e limitata di Falerio DOC. Questa bottiglia rappresenta solo il prodotto finale di un percorso fortemente voluto dalla fam. Velenosi ed iniziato nel 2020 in collaborazione con gli ospiti speciali del Centro Diurno Socio Educativo Riabilitativo “L’Orto di Paolo”*.  Speciali in quanto affetti da autismo. Diversità vissuta come opportunità e non come limite è lo slogan attorno al quale si è realizzato il progetto e la presentazione è avvenuta non a caso nella giornata dei Calzini spaiati, iniziativa ricorrente ogni anno, il primo Venerdì di Febbraio, che punta a sensibilizzare sull’autismo e altre diversità. In sostanza si invita ad indossare due calzini diversi in quanto, nonostante l’apparenza, assolvono alla loro funzione perfettamente. Così come è stato per i ragazzi dell’Orto di Paolo che, partendo dalla vendemmia, hanno vissuto con entusiasmo le varie fasi del progetto arrivando persino a realizzare l’etichetta celebrativa, confutando il pregiudizio riguardo alla difficoltà di inserimento nel mondo del lavoro di persone con disabilità. Grazie alla vendita di questa Edizione Limitata, Velenosi Vini ha raccolto e devoluto al Centro Diurno socio-educativo un assegno da 7.000€ che sosterrà le sue attività. Ma il risvolto economico vuole essere soltanto a cornice di un progetto ispirato da sentimenti di umanità e solidarietà, un percorso steso in un momento storico molto delicato e difficile in cui questi ragazzi speciali hanno non soltanto ricevuto tanto dall’universo Velenosi, ma anche dato, lavorativamente ed umanamente, tant’è che si stanno già discutendo nuove vendemmie in collaborazione e nuove etichette più ambizione. Bellissimo. Tutto bellissimo. Mi piace avere una visione romantica ed ottimistica della vita e del mondo e sarebbe bello rappresentare metaforicamente l’uscita da questo interminabile periodo di buio globale come la coda di un lunghissimo e freddo inverno. Jovanotti ha già anticipato questo con “La Primavera”. Mi piace pensare che in primavera fioriranno i biancospini, come quelli dell’omonima via dove si trova l’azienda Velenosi Vini. Mi piace pensare che in Velenosi siano illuminati. Ora li sto ancora conoscendo, ma secondo me è così. Arrivato ad Ascoli Piceno la musica per radio é cambiata, cosi come il mio morale. Ed è passata anche “La Primavera” . Meno ‘fxxx you’. Piu ‘Brividi’. Gli stessi che dovremmo provare di fronte a questa solidarietà che ormai é divenuta merce rara ma che non dovremmo mai mancare di sottolineare, di condividere, di raccontare a tutti, con la speranza che il nobile gesto di uno ispiri altri a seguirlo. E’ bellissimo vedere come la solidarietà chiami altra solidarietà commenta Marianna. E secondo me questo è talmente importante da concludere qui. Dopotutto, come dice la Madre Teresa di Calcutta cui invece è titolata la mia via Quello che noi facciamo é solo una goccia nell’oceano, ma se non lo facessimo l’oceano avrebbe una goccia in meno A Cura di Stefano Franzoni *L’Orto di Paolo, gestito dalla Cooperativa Sociale Pa.Ge.F.Ha Onlus di Ascoli Piceno è una struttura territoriale a ciclo diurno per soggetti con autismo e disturbi pervasivi dello sviluppo o con gravi problemi di comunicazione e cognitivi.
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25 Novembre, 2021

DiVino - La tavola rotonda degli itinerari DiVini

Lo scorso weekend si è svolto il secondo appuntamento di DiVino, la manifestazione annuale giunta alla sua seconda edizione in cui professionisti italiani ed internazionali si incontrano per parlare sullo stato e sulle prospettive del mondo dell’enoturismo. L’evento si è svolto nella fantastica cornice di Artemino, a circa un quarto d’ora da Firenze, in una location unica, fatta di un albergo diffuso in un borgo ricco e trabordante di tialianità, che consiglio a tutti di visitare. In quell’occasione ho avuto il privilegio di moderare la tavola rotonda sul turismo del vino realizzato da coloro che desiderano anche collezionare ed investire in bottiglie di pregio. Le analisi e le discussioni sul tema sono state di assoluto interesse con molteplici punti di vista portati dai diversi relatori. Anzitutto ricordiamoci cosa sia l’enoturismo e secondo la definizione wiki più diffusa Enoturismo è la contrazione delle parole turismo enologico. È una forma di turismo dedicato a promuovere e gestire la ricchezza dei vini di un territorio. Ma è solo questo o sta diventando molto di più? Personalmente propendo per una ricchezza più ampia di elementi da considerare e di questo sono altrettanto convinti J.C Viens Wine and Luxury marketing advisor, che ha fornito una panoramica internazionale sull’enoturismo, illustrando come sempre più i Cinesi, e gli Asiatici in generale siano interessati all’enoturismo in Italia ed ai prodotti che l’Italia offre. Philip Goodband Master of Wine, che ha illustrato come I wine lovers oggi siano estremamente demanding nei confronti delle cantine e chi fa accoglienza in cantina debba essere propriamente formato per non solo illustrare un vino, ma anche il territorio e la storia di questo per fornire un’esperienza olistica completa ai visitatori. Filippo Magnani, wine travel expert esperto di Toscana e di turismo in Italia in particolare che ha descritto le caratteristiche del collezionista di vino italiano e con esempi concreti ha raccontato di come sia chiave illustrare la storia del territorio per conferire prestigio ed unicità al prodotto. Liz Palmer di Les dames d’Escoffier di Toronto ha portato un duplice punto di vista, sia femminile, sia internazionale (nordamericano in particolare), illustrando di come siano chiave i wine clubs er la conoscenza e l’apprezzamento del vino in America. Emily O’hare, infine, scrittrice di Decanter e sommelier, ha ricordato come la comunicazione chiara ed efficace, calibrata sul target corretto, sia sempre l’elemento vincente per attrarre turisti, appassionati ed investitori. Oltre alla tavola rotonda da me gestita e moderata, la due giorni è stata ricca di interventi e ovviamente di degustazioni. Ci tenevo ad illustrarvi questi momenti per la rilevanza che sta assumendo l’enoturismo ed anche, come detto all’inizio, per potervi parlare di Artimino, dei suoi vini tra Chianti e Poggilarca. Vi aspetto! A Cura della  Cristina Mascanzoni Kaiser
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17 Novembre, 2021

Il Moscato di Scanzo regala nuove Wine Emotion

E’ stato presentata lo scorso venerdì 12 novembre alla stampa, presso la sede del Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo (vino passito che come redazione abbiamo scoperto durante i mesi di lockdown e che seguiamo ormai da vicino, credendo nelle potenzialità dei piccoli produttori, dei piccoli Consorzi e dei prodotti di eccellenza ancora poco conosciuti) il nuovo Dispenser di vino al bicchiere acquistato al fine di promuovere questo passito da Moscato a bacca rossa unico al mondo. Da vitigno autoctono, aromatico, e che vanta una storia documentata a partire dalla metà del ‘300, il Moscato di Scanzo è noto ai sommelier e ai professionisti del settore, ma spesso solo per averne letto sui libri. Dare la possibilità a chi passa dalla sede del Consorzio, che si trova nel centro storico di Scanzorosciate, di degustare un bicchiere di Moscato di Scanzo dei diversi produttori che lo costituiscono è sicuramente il primo piccolo grande passo per diffonderne la conoscenza. Durante i giorni e gli orari di apertura della sede (www.consorziomoscatodiscanzo.it), infatti, gli ospiti potranno assaggiare al bicchiere i Moscati di due produttori (a rotazione tra i consorziati), con accompagnamento dolce o salato, a 5€ al bicchiere. Per i più appassionati potrà essere l’occasione per tornare più volte e assaggiarli tutti; per gli ospiti occasionali sarà comunque un modo per degustare prima dell’eventuale acquisto. La sede del Consorzio infatti funziona anche come “punto vendita” dei Moscato di Scanzo e dei vini dei produttori associati. Mia è stata scoperta dal Consorzio durante l’edizione 2020 della Milano Wine Week, ed è sembrata subito un’ottima soluzione per la conservazione delle bottiglie, una volta aperte, nelle condizioni ottimali. La versione acquistata dal Consorzio è quella domestica, che consente la conservazione di due bottiglie per volta. L’ideale per la promozione e la diffusione della cultura di questo vino unico e raro, di cui molti hanno sentito parlare ma che pochi hanno avuto il privilegio di assaporare. Primo banco di prova per la nuova dotazione del Consorzio saranno i weekend di novembre e dicembre, con l’iniziativa Degustando con il produttore (un produttore presente con i suoi prodotti ℅ la sede e una cantina aperta tutti i sabati), e i mercatini di Natale di Scanzorosciate che si terranno nelle seguenti date: 28 novembre, 5 dicembre, 8 dicembre, 12 dicembre. Queste le occasioni per gli appassionati di chicche enologiche per approcciarsi a questo rosso nettare divino. Wineemotion Mia è un distributore per vino al bicchiere con refrigeratore. Conserva il vino riempiendo la bottiglia di gas argon alimentare. Utilizza un rubinetto speciale che versa una quantità precisa di vino mantenendo l’ossigeno lontano dal vino ed ha al suo interno un frigorifero silenzioso che lo rende ideale per l’uso domestico. E’ di facile utilizzo e permette di impostare la temperatura di conservazione e la quantità che deve essere erogata. A Cura della  Redazione
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