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26 Luglio, 2022
Braida: una storia di passione e di famiglia.
Braida: una storia di passione e di famiglia.
Il Piemonte nel mondo, una terra che parla.
Carissimi,
Nell’appuntamento di oggi desidero farvi scoprire l’eccellenza di un vino forse troppo spesso non considerato per il potenziale che può offrire, il Barbera o La Barbera, come si dice con l’inflessione sabauda spesso presente nei territori di produzione.
Per farlo vi porto in una realtà unica, che tra i suoi prodotti eccellenti, ha anche una chicca speciale di cui vi dirò e che davvero mi ha conquistato.
Anzitutto vi dico che siamo all’azienda agricola Braida, di Giacomo Bologna, figlio di quel Giuseppe soprannominato appunto Braida per le somiglianze con un campione sportivo di pallone elastico.
La storia di Braida si lega a quella di Rocchetta Tanaro, piccolo centro del Monferrato astigiano. “Il mio paese non è una sorpresa, son dieci vigne, sei case, una chiesa”: sono parole dello chansonnier Paolo Frola, che è anche il medico condotto di Rocchetta. La canzone fu scritta con Gianni Mura, bevendo la Barbera di Rocchetta. Di quelle dieci vigne cantate da Frola, alcune sono Braida. Erano di nonno Giuseppe, poi sono passate a papà Giacomo, adesso le coltivano Giuseppe e Raffaella Bologna. L’azienda nasce dall’entusiasmo, la passione e il coraggio imprenditoriale di un rocchettese “Doc”, Giacomo Bologna.
Il cuore dell’attività è rappresentato appunto dai vigneti di Rocchetta Tanaro, terreni di medio impasto, con sabbia e argilla pressoché in egual misura; qui si trovano i pregiati cru Bricco dell’Uccellone, Bricco della Bigotta e Montebruna e le terre ricche di limo dove nasce il Grignolino d’Asti Limonte.
Altre vigne si trovano a Castelnuovo Calcea e a Costigliole d’Asti, sempre nel Monferrato, terreni sciolti e leggeri composti da sabbie calcaree nel primo caso, argilloso-calcarei con ottima esposizione collinare nel secondo.
In Langa si coltiva il Moscato sui terreni a prevalenza sabbioso-calcarea di Mango. Dai terreni sciolti, ricchi di sabbia misti a marna calcarea di Trezzo Tinella nasce la produzione di vini bianchi fermi commercializzati con il marchio Tenuta Serra dei Fiori.
Braida è la risata travolgente di Raffaella e lo sguardo assorto di Giuseppe. Due fratelli che portano nei geni e nei gesti il patrimonio di una eccezionale famiglia del vino italiano. Un patrimonio che con il lavoro di tutti i giorni consolidano e ampliano, condividendone i frutti migliori con la bella squadra di collaboratori, con l’imprescindibile paese natale, Rocchetta Tanaro, e con tutte le persone che amano i loro vini.
Biodiversità e rigore produttivo, genio, fantasia e rispetto della tradizione.
Braida è la storia della Barbera, è il sogno di Giacomo Bologna che parte nel 1961 con la prima vendemmia della chicca che vi dicevo all’inizio: La Monella. Barbera del Monferrato vivace “La Monella” che Giacomo Bologna decise di imbottigliare e che vinse la medaglia d’oro nel 1969 al Concorso nazionale dei vini Douja d’Or di Asti è ancora oggi un vino iconico, diverso dai grandi Cru Braida, ma proprio per quella frizzantezza, mi sento di proporo in questa calda estate per le grigliate migliori.
Ovviamente Braida è anche grandissimi Cru e tra questi spicca il Bricco dell’Uccellone: la rivoluzione della Barbera. Dall’inizio del 1982 Giacomo iniziò a sperimentare la sua idea innovativa di accoppiamento Barbera – barrique: l’annata era eccezionale; quando il vino, il Bricco dell’Uccellone, uscì dalle barrique, arrivò in Italia l’enologo californiano André Tchelistcheff che lo approvò, decretandone il successo. Altri due vini Barbera nacquero in quegli anni nella cantina di Rocchetta Tanaro: nel 1985 il Bricco della Bigotta e, nel 1989, l’Ai Suma, ottenuto da una vendemmia tardiva delle uve (fine di ottobre.) Le tre riserve Braida vengono prodotte solo nelle annate migliori e sono davvero da assaggiare.
Da allora è un crescendo, cui si affianca per soddisfare diversi palati la produzione di bianchi, di moscati DOCG, di grappe e di rossi importanti in cui la Barbera si accompagna a Merlot e Cabernet.
Oggi visitare Braida è davvero vivere alla grande la storia della Barbera e di una passione frizzante e nuova nata dalla Monella e da essa evoluta.
Per farlo vi consiglio di visitare le proposte sempre aggiornate sul sito: https://www.braida.it/visita-braida/
Al prossimo martedì!
Cristina
Itinerari DiVini è una rubrica a cura di Cristina Mascanzoni Kaiser
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25 Luglio, 2022
Vinòforum 2022 Le interviste di Winetales Magazine
Le interviste di Winetales Magazine durante lo scorso Vinòforum 2022 per dare voce ai protagonisti della diciannovesima edizione della manifestazione andata in scena a Roma, lo scorso 10 giugno per dieci giorni di passione per il vino e per il cibo.
Un’edizione da record per presenze e pubblico che sempre di più ha dimostrato che il vino ha bisogno di leggerezza e non solo di palcoscenici patinati.
Con la nostra Press Area abbiamo dato voce agli addetti ai lavori, ma non solo anche al pubblico di appassionati, per rinnovare ancora una volta l’importanza della nostra missione ovvero: Il vino è di tutti!
Federico Bovarini e Francesca Pagnoncelli Folcieri in un intervista intrecciata, raccontano la loro esperienza al Vinòforum.
In questa intervista Federico Bovarini , per due volte consecutive terzo sommelier AIS della Lombardia, Master Sommelier Alma presso la Scuola Internazionale di Cucina Italiana istituita dal Maestro Gualtiero Marchesi, con una tesi sulla zonazione del Moscato di Scanzo Docg.
Francesca Pagnoncelli Folcieri, laureata in Architettura, lavora nel mondo delle istituzioni e delle riviste come redattrice, comunicatrice e organizzatrice di eventi del settore. Viene poi coinvolta nell’universo food&beverage per stampa e guide legate a questo settore. Inizia così a viaggiare e conoscere le migliori realtà italiane, capendo che la produzione hobbistica di famiglia di Moscato di Scanzo può essere un’opportunità. Nel 2006, torna a casa per dare inizio alla nascita di una vera e propria Azienda Agricola. Dal febbraio 2021 Presidente del Consorzio di Tutela del Moscato di Scanzo, crede nella cultura e nelle collaborazioni, adora raccontare il coraggio e le migliori imprese umane attraverso la scrittura.
Nei prossimi giorni vi racconteremo tutte altre storie che abbiamo raccolto in questi dieci giorni di Vinòforum 2022 !
Quindi restate connessi e non perdetevi il punto di vista di: sommelier, operatori, chef stellati o semplici Winelovers che poi sono anche il pubblico che trasforma le parole in numeri ed in vendite per produttori e ristoratori e permettono di far girare questo meraviglioso circo chiamato Vino.
In basso trovate il link dell’intervista di Francesca Pagnoncelli Folcieri e Federico Bovarini
Non perdete tutte le interviste di Winetales Magazine.
A cura della Redazione
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20 Luglio, 2022
“Wine Media Conference” per la prima volta arriva in Europa a Desenzano del Garda
Un risultato incredibile presentato ieri a Milano in Regione Lombardia la “Wine Media Conference” per la prima volta arriva in Europa e superando di slancio la concorrenza di Francia e Germania, trova la sua “casa” ideale per la prossima kermesse di Settembre sulle sponde del lago di Garda a Desenzano.
Un risultato importante e strategico per il nostro paese che dal 27 settembre al 3 ottobre prossimo trasformerà Desenzano del Garda nel centro internazionale del patrimonio ampelografico mondiale.
Un risultato arrivato grazie alla passione, perché è quella che trascina ogni grande progetto, la stessa passione che ha fatto tremare la voce ieri ad una emozionata Laura Donadoni, stimata giornalista del mondo del vino, che con passione e coraggio ha cambiato la sua vita professionale trasferendosi da Bergamo a San Diego in California, diventano di fatto ambasciatrice del Made in Italy nel territorio Americano ed unica donna italiana membro del prestigioso International Circle of Wine Writers di Londra.
Una passione, dicevamo che ci ha trasmesso con le sue parole durante la presentazione:
“Ho visto nascere questa conferenza dedicata ai professionisti della comunicazione del vino, partecipando negli States ad ogni edizione come giornalista e ambasciatrice dei territori italiani e quando Allan Wright lo scorso anno mi disse di voler portare la WMC per la prima volta in Europa, mi sono ripromessa che avrei fatto di tutto perché fosse il mio Paese d’origine a ospitarla. Era un’occasione troppo preziosa, il coronamento del lavoro di anni nel promuovere con orgoglio il vino italiano negli Stati Uniti.”
Una passione, quella di Laura che ha incontrato un’altra grande donna del Vino Italiano Giovanna Prandini, presidente di Ascovilo, che ha sposato l’iniziativa e che con una visione lungimirante sta fortemente spingendo il rilancio del territorio lombardo.
Laura racconta il suo incontro con Giovanna così:
“Ho trovato in Giovanna la stessa determinazione e amore per la nostra terra: una scintilla che ci ha permesso di far diventare realtà quella promessa. L’abbiamo proposto a Regione Lombardia per la portata nazionale della manifestazione e abbiamo trovato subito entusiasmo e voglia di portare a casa il risultato. Ora non dobbiamo sprecare l’occasione, innanzitutto per i nostri produttori che hanno storie straordinarie per far innamorare la stampa di settore della Lombardia e dell’Italia”.
Giovanna Prandini sta certamente facendo molto, con la sua associazione Ascovilo, per raccontare e posizionare correttamente le storie enoiche lombarde in un percorso di crescita e di valore.
“Sono contenta del risultato di Ascovilo perché premia il desiderio di fare insieme la promozione dei vini di Lombardia. Una promozione molto più efficace di quanto possa fare un consorzio da solo. In questo caso avremo l’opportunità di rivolgerci al mercato americano. Davanti a noi ci saranno infatti oltre 50 giornalisti di primissimo livello degli Stati Uniti. Un potenziale quindi di comunicazione del valore delle nostre denominazioni davvero importante. Una grande opportunità da non perdere. Lavoreremo per arricchire il programma e per rendere memorabile l’appuntamento italiano ed europeo”
Proprio le istituzione della regione hanno reso possibile questo progetto, un territorio che conta 24.000 ettari di superficie vitata e una produzione annuale di 1.370.000 ettolitri (dato aggiornato al 2021, ndr). Il 90% del vino prodotto in Lombardia è a ‘denominazione di qualità’, grazie a 5 Docg, 21 Doc e 15 Igt. “I vini lombardi e i territori che rappresentano saranno al centro del mondo. Un’occasione – ha dichiarato l’assessore lombardo all’Agricoltura Fabio Rolfi – che sapremo sfruttare nel migliore dei modi, ringrazio la presidente di Ascovilo Giovanna Prandini per la proficua collaborazione. Questa manifestazione, per la prima volta in Europa, è il fiore all’occhiello dell’azione di Regione Lombardia finalizzata alla promozione e valorizzazione dei nostri vini. Il vino infatti non è solo un semplice prodotto, ma il veicolo di racconto di un territorio”.
Conclude poi il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana dicendo:
“E’ un onore ospitare per la prima volta in Europa e nella nostra Lombardia un evento mondiale come la Wine Media Conference , la comunicazione, al giorno d’oggi, è un settore di grande rilevanza”. E l’attrattività “a 360 gradi della Regione e la reputazione dei prodotti ‘Made in Italy’ – ha aggiunto – vanno ulteriormente valorizzati”
Che cosa è la Wine Media Conference?
Fondata nel 2008, si tratta di una manifestazione che riunisce ogni anno wine blogger, giornalisti di settore, wine media tradizionali, influencer dei social media e operatori, in particolare statunitensi. Ogni anno la kermesse viene organizzata in una location diversa: nel 2021 si è svolta a Eugene, in Oregon, mentre nel 2022 sbarcherà per la prima volta in Europa, con la Lombardia che ha superato la concorrenza di aree come la Provenza francese o la Mosella della Germania.
La conferenza
“Wine Media Conference” per la prima volta arriva in Europa per tre giorni si terrà dal 29 settembre al 1° ottobre all’Hotel Acquaviva del Garda di Desenzano del Garda. Durante la conferenza sono previste diverse attività di divulgazione e degustazione. Tra queste: Educational sessions, Discovery sessions, Live Wine Social, pranzi e cene a tema con abbinamento dei vini.
Wine tours
Nei giorni precedenti e successivi alla conferenza si svolgeranno sei escursioni che coinvolgeranno sette Consorzi di Tutela del Vino di Lombardia:
27/09/2022 VALCALEPIO e MOSCATO DI SCANZO
28/09/2022 LUGANA
28/09/2022 VALTENESI
02/10/2022 VINI MANTOVANI
02-03/10/2022 VALTELLINA
02-03/10/2022 OLTREPO
Una passione che avremo il piacere di raccontarvi nelle pagine del nostro magazine, vi diamo appuntamento a settembre uniti nella stessa passione, quella del calice di Vino e delle sue meravigliose storie.
A cura della Redazione
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19 Luglio, 2022
Castelsimoni: viticultura ad alta quota
Castelsimoni: viticultura ad alta quota
Qui le escursioni termiche e l’aria pura offrono vini dalle caratteristiche uniche
Carissimi, bentrovati!
Il caldo in questa estate 2022 è davvero asfissiante e se lo zero termico dell’anticiclone Apocalisse è oltre 4800 metri, allora per stare un po’ freschi non ci resta che cercare di salire il più possibile e per questa ragione ho pensato di presentarvi una realtà “eroica”.
Le realtà ed i vitigni “Eroici” sono quelle che si costituiscono in zone dove nessuno penserebbe di farle per difficoltà altimetriche, produttive o semplicemente di raggiungimento.
Per questo entra perfettamente nel gruppo Castelsimoni.
Siamo nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga ed è qui che esiste una produzione vinicola, precisamente a Cese di Preturo, a 800 metri s.l.m. e le vigne sono alle pendici del Gran Sasso, la cui altezza è 2.912 metri s.l.m.
I proprietari sono soci del Cervim (centro di ricerche, studi e valorizzazione per la viticultura montana), e credono che il futuro della viticultura sia ad alta quota, dove le escursioni termiche offrono caratteristiche uniche ai vini, dove l’aria più pura garantisce prodotti più sani, dove la passione e l’amore per la natura raggiungono il loro apice, non dando spazio a procedure commerciali che altererebbero il naturale ciclo delle cose.
Il risultato è unico e saprà stupire tutti i visitatori.
Rispettando le peculiarità dell’uva e del territorio nei processi di viticultura e di vinificazione (non uso di prodotti sistemici, no irrigazione, no concimazioni, no lieviti selezionati, no filtrazioni), vengono garantite inalterate tutte le diversità di un territorio che si sta scoprendo un dono per il vino.
Tra i diversi vini prodotti, ve ne consiglio due particolarmente iconici: la “Lupa bianca” riesling renano IGP Terre dell’Aquila Affinato in bottiglia da almeno 22 mesi e il “Diamante nero” Pinot nero IGP Terre dell’Aquila Affinato 1 anno in botti grandi di rovere ed almeno 12 mesi in bottiglia.
Due proposte davvero esaltanti per apprezzare la realtà fresca ed unica che solo l’alta montagna può offrire.
Riuscendo a portare in maturazione le uve in maniera naturale, le escursioni termiche tipiche di queste zone montane imprimono delle peculiarità uniche ai vini, che stupiranno il degustatore.
Sinceramente vi consiglio di valutare le offerte di degustazione proposte sul sito sempre aggiornato, all’indirizzo: https://www.castelsimoni.it/it/degustazioni
Non vi resta altro che organizzarvi per godere una scampagnata al fresco accompagnata da grandi vini.
Al prossimo martedì!
Cristina
Itinerari DiVini è una rubrica a cura di Cristina Mascanzoni Kaiser
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18 Luglio, 2022
Il Metaverso non deve fare paura...
Il Metaverso non deve fare paura, è il futuro ed è a portata di mano, cerchiamo adesso di addentrarci in questo mondo ancora tutto da scoprire.
Ho avuto il piacere di partecipare, diverse settimane fa, ad un’interessantissima serata dove il protagonista è stato il vino e il metaverso, come questa nuova tecnologia può essere d’aiuto alle cantine, ai produttori e all’enoturismo?
Ce lo spiega Augusto Faglia COO Vanilla Innovations, Inc.
Metaverso è un termine coniato da Neal Stephenson nel racconto cyberpunk Snow Crash, dove viene descritto come una sorta di realtà virtuale condivisa tramite internet, dove si è rappresentati in tre dimensioni attraverso il proprio avatar. Stephenson caratterizza il Metaverso come un’immensa sfera all’interno delle quale ogni persona può realizzare in 3D ciò che desidera, negozi, uffici, nightclub e altro, il tutto potenzialmente visitabile dagli utenti.
La realtà virtuale è l’ambiente media nativo del Metaverso. La scelta della virtualità deriva dalla convergenza di due grandi modelli della computer science: l’ubiquitous computing, dove l’informatica è fatta per apparire sempre e ovunque con lo sviluppo di dispositivi mobili, sempre più leggeri e potenti, indossabili e il cloud computing che permette l’accesso ai dati e la loro conservazione praticamente infinita.
La forza del Metaverso è la sua adattabilità; esistono infatti innumerevoli applicazioni che possono trovare terreno fertile nel Metaverso:
L’entertainment in primis. Non solo il gaming e l’e-sport, ma molto di più. Abbiamo già avuto modo di vedere e partecipare ad eventi unici, originali e capaci di sfruttare le risorse interne al mondo in cui si svolgono. Spettacoli virtuali nativi, come il concerto di Travis Scott a Fortnite, in gradi di raccogliere un pubblico enorme.
Il Fashion. Abbiamo già assistito ai primi tentativi di aperture di flagship store nei Metaversi più famosi da parte di griffe internazionali. Diesel, Dolce e Gabbana, Gucci, Balenciaga. L’elenco è già molto lungo, ma è destinato ad allungarsi ancora.
Parlando di fashion, non si può poi non citare La ‘’Metaverse Fashion Week’’, che ha avuto luogo lo scorso marzo a Decentraland, e che ha rappresentato la prima e più grande fashion week interamente digitale del mondo con quattro giorni di sfilate e oltre 60 brand, designer e artisti dai nomi noti.
E poi formazione e istruzione, arte, teatro e design oltre a scienza sociali, marketing e comunicazioni per finire con uffici virtuali e intere città virtuali sovrapponibili alle mappe reali ed estensibili affinché contengano e mostrino nuovi progetti, idee e provocazioni architettoniche.
ED IL VINO?
Anche nel caso del vino si sono già verificati i primi timidi tentativi di entrare nel Metaverso. È già nato un intero Metaverso creato attorno al vino, ma il modello Expo è a nostro avviso un modello superato difficilmente in grado di attirare gli utenti non appartenenti al mondo del vino. Una tecnologia nuova basata su un approccio antico.
L’idea di Vanilla Innovation è creare Metaspazi all’interno di uno o più Metaversi avvicinandosi così agli utenti comuni, quelli che magari non bevono vino tutti i giorni, ma sono comunque interessati o incuriositi, ai giovani, agli appassionati di turismo esperienziale. Alcuni teatri polifunzionali e polimorfi che si concentrino non tanto sugli aspetti tecnici, ma contenutistici: nasce così l’Enonautilus Wine Theatre.
ENONAUTILUS WINE THEATRE
EWT è un concept destinato a vivere all’interno di molti metaversi, spazi creati da Vanilla Innovations, per fornire alle Cantine uno spazio dove poter promuovere i propri vini ed i propri territori ad un pubblico nuovo, connesso, aperto alle novità tecnologiche. L’ultra citata Generazione Z che si avvicina con occhi non velati da dubbi a questi ambienti e grazie a questo approccio ne comprendono appieno il valore.
EWT non è però solo Metaverso, bensì un ponte che unisce virtuale e reale ed attraverso il quale i cui sapori, i colori ed i profumi dei territori e delle Cantine Vinicole coesistono nelle due realtà completandosi vicendevolmente.
LA FORMA
EWT può presentarsi come un museo di NFT così come uno spazio aperto dove tenere conferenze e presentazioni o come l’interno di un wine bar dove scambiare quattro chiacchiere con gli amici di tutto il mondo. Queste forme hanno come unica utilità il farci rimanere nella nostra ‘’confort zone’’, di rammentarci che siamo in un mondo ideato per l’uomo, con le regole dettate dall’uomo.
Se tuttavia riuscissimo a liberarci dalle regole ‘’fisiche’’ ecco che allora EWT potrebbe trasformarsi in una terrazza fluttuante per incontri con i clienti, un ampio spazio espositivo senza pareti di fronte ad un oceano di bit. In sostanza: una struttura polimorfica delimitata esclusivamente dalla funzione che deve ricoprire.
I VANTAGGI PER LE CANTINE
Il Metaverso cambierà i paradigmi di narrazione e interazione con la realtà: un’estensione tridimensionale di Internet, controllata solo dagli utenti.
Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione tecnologica, ad un nuovo World Wide Web. Esserci significa garantirsi uno spazio espositivo aperto a tutto il mondo e fruibile in tutte le lingue; significa innovare; modificando la percezione che le aziende hanno di noi; significa vendere un prodotto nuovo: non necessariamente un vino, o un’esperienza, ma, forse, un tutt’uno di entrambe e di altre mille cose.
Significa poter organizzare eventi, degustazioni e presentazioni di nuove etichette completamente nel Metaverso incuriosendo giornalisti e ospiti, che possono degustare il vino comodamente da casa loro, in Italia così come in Brasile o nelle Far Oer; significa cancellare i confini della comunicazione ed essere presenti ovunque, perché presenti qui ed ora.
Arthur Sychov, uno dei massimi esperti in Metaverso e realtà virtuale, scrive di come nei prossimi dieci anni la maggior parte della popolazione mondiale userà tecnologie immersive per larga parte della giornata, sia per scopi lavorativi sia per scopi ricreativi, e di come il Metaverso sarà un luogo controllato solo dagli utenti, senza autorità centrale che imponga limiti.
Conclude Augusto Faglia COO Vanilla Innovations, Inc.
Siamo orgogliosi di essere i primi in Italia (e non solo) ad aver creato un servizio unico per le aziende del vino, dove strategie di comunicazione e attività enoturistiche si fondono con le iOT e le tecnologie del Metaverso. Assieme permetteranno di unire indissolubilmente il mondo fisico al mondo virtuale, modificando le narrazioni in esperienze, potenziando sempre di più la realtà fisica del mondo vitivinicolo.
A cura di Clara Maria Iachini
https://www.youtube.com/watch?v=RakajXgmc-E
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16 Luglio, 2022
Un sogno diventato realtà, la realtà diventata sogno
Un sogno diventato realtà, la realtà diventata sogno: ÔMINA ROMANA
I sogni possono diventare realtà? Per la famiglia Börner è stato proprio così!
Dal nostro incontro con Paola Pachego, direttore tecnico e agronomo dell’azienda, inizia la nostra avventura in vigna, partendo dalla filosofia produttiva e dal grande potenziale del territorio dei Castelli Romani.
L’azienda ad oggi si basa su due grandi passioni: i grandi vini del mondo soprattutto Francesi e l’archeologia.
Da questo è nata la volontà di cercare un luogo e in coincidenza della sponsorizzazione di alcuni scavi dalla parte del Tuscolo, essendo in contatto con alcuni archeologi, il dott Börner si innamora del territorio di Velletri, terra natia di cinque imperatori romani, dove le barbatelle lì coltivate hanno avuto vita ed espansione in Europa. Lasciato abbandonato per molto tempo, nel 2007, la Famiglia Italo Tedesca, decide di ridare vita a questo habitat, estremamente vocato, inserendo come logo aziendale una fenice, a testimonianza di questa grande rinascita.
Inizia così l’indagine di tutte le componenti che fanno sì che una sola zona possa essere catalogata vocata per la viticultura; indagine pedologica che dura circa due anni, scavando in profondità e analizzando gli orizzonti del terreno.
Da questo studio sono emersi due differenti suoli, appartenenti allo stesso enorme complesso vulcanico dei Colli Albani, imparentati con il Vesuvio: il primo, un suolo argilloso rosso molto minerale e profondo con argille non coese e molto permeabili, ideale per la coltivazione di vitigni a bacca rossa; il secondo, a pochi metri di distanza, un suolo bianco, sabbioso, pozzolanico, leggero, dove le argille rappresentano una piccolissima parte, ideale per la produzione di vini a bacca bianca.
Altre condizioni fondamentali per questi 87 ettari vitati, sono la vicinanza al mare e la barriera naturale del Monti Lepini che proteggono e non stressano la vite. La forte escursione termica, che si rileva da luglio in poi, fa si che le temperature varino di 14/17 ° di differenza tra il giorno e la notte, ottimo precursore degli aromi all’interno dell’acino.
Ci troviamo di fronte a un’azienda che punta in maniera maniacale alla tecnologia e alla sostenibilità in tutte le fasi, dal vigneto alla cantina; posizionamento in vigna di 24 centraline meteorologiche, con sistemi BSS, più una principale con satelliti che registrano i dati minuto per minuto, inviati in seguito ad un applicativo che aiuta il riconoscimento delle malattie fungine della vite prima che si verifichino; inerbimento spontaneo naturale ricco di fertilità e variabilità botanica, rifugio ideale per insetti utili all’ecologia del vigneto, fino ad arrivare ad una irrigazione di soccorso lunga tutti i filari della vigna.
DALLA TECNOLOGIA ALLA SENSORIALITA’
Si sceglie la data di vendemmia in base all’analisi sensoriale dell’acino, scomponendo buccia, polpa e vinacciolo e assaggiando separatamente in maniera molto tecnica per un unico obiettivo: andare oltre i valori chimici ( zucchero, acidità, PH) e trovare come fattore decisionale la complessità aromatica che ritroviamo poi in tutti i loro grandi vini.
Selezione in pianta molto accurata con estrema attenzione agli acini rovinati che faranno da concime alla terra; raccolta differenziata e separata, a seconda della varietà, dei grappoli integri durante il giorno e per 5/7 giorni al fine di capire e raccogliere l’uva nel momento di maggior concentrazione aromatica; ed infine ghiaccio secco in pre- fermentativa dalle 24 alle 72 ore, questo per proteggere dalle ossidazioni enzimatiche ed estrarre maggiori sostanze dalla polpa e dalla buccia.
Questa è la vendemmia di OMINA ROMANA.
Ogni varietà ha una sua fase di fermentazione a basse temperature. Giornalmente si decide se fare un rimontaggio, un bâtonnage o una follatura per svariati minuti a seconda del vitigno.
La linea Ars Magna di Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon e Merlot passa prima dalle botti troncoconiche per essere in seguito affinata in barrique.
Un grande progetto dell’azienda, curato dal Consulente Enologo, Claudio Gori, è l’Extravelvet, composto da una griglia che separa il liquido dal solido per lo sgrondo, utilizzato prima e dopo la fermentazione. La parte solida viene messa nella parte superiore e il liquido per caduta; poi nella fase post fermentativa viene aggiunto altro ghiaccio che, compattandosi, con le pale viene omogeneizzato con le vinacce, creando un prodotto molto concentrato similare ad una marmellata.
In seguito avviene la decantazione e l’affinamento in barrique per l’85 % di primo passaggio. Esse sono divise in blocchi, studiati per dividere i vari appezzamenti. Ci siamo trovare di fronte ben 3 tipologie di Cabernet Franc diversi, divisi in lotti e da tipi diversi di tonnellerie. Questo per evitare un prodotto standardizzato perché ogni tonnellerie ha provenienze forestali e caratteristiche differenti che influenzano il vino. Le barrique sono posizionate su sistema OXOLINE, con alla base delle rotelle che permettono di rotearle senza andare ad utilizzare la stecca del bâtonnage, limitandone danni microbiologici.
Altro discorso importante sono le colmature. Come ben sappiamo, le botti respirano e si scolmano; per evitare quindi di fare colmature frequenti si utilizza un sistema di ventilazione ad ogni blocco che movimenta l’aria in senso rotatorio e stabilisce una temperatura di 17/18 ° con circa l’ 80% di umidità.
Terminati gli affinamenti, che partono minimo dai 12 mesi, iniziano i tagli. Da qui, avviene la degustazione delle barrique di ogni blocco, per poter decidere se utilizzarlo per un taglio o un monovarietale. Dall’affinamento i vini passano nelle troncoconiche per cercare di evitare lo shock che subirebbero dal passaggio dal legno all’acciaio che dura un mese prima di essere imbottigliati.
Dalla tecnica all’assaggio:
Hermes Diactoros II 2020
60% Viognier 40% Incrocio Manzoni, Petit Manseng, Chardonnay
Acciaio 6 mesi e 2 mesi di bottiglia
Un entry level di tutto rispetto. Un vino immediato, fresco, un vero connubio di Agrumi e note balsamiche, frutta esotica, magnolia, ricco di mineralità dovuta al suolo vulcanico, il tutto sostenuto da un’ alta spalla acidità. Un gran finale di mandorla dolce.
Chardonnay 2020
Acciaio 6 mesi e 2 mesi bottiglia
Intenso e complesso con fiori bianchi appassiti, note agrumate, pesca bianca e note di frutta secca e crosta di pane, persistente e caldo.
Chardonnay ARS MAGNA 2018
12 mesi di barrique di Rovere Francese, 6 mesi di Acciaio e 6 mesi di bottiglia
Ottimo equilibrio e intensità, un’ armonia di note balsamiche, salvia e finocchietto e un leggero sentore di miele. Finale lungo e avvolgente.
Chardonnay ARS MAGNA 2015
12/18 mesi di barrique di Rovere Francese, 6 mesi di Acciaio e 6 mesi bottiglia
Annata straordinaria. A confronto con la 2018 si notano anche sentori più evoluti di caramello, erba falciata, miele d’acacia e una straordinaria caramella Mou.
Viognier 2019
Fermentazione parte in barrique di II passaggio e parte in acciaio; maturazione 12 mesi di barrique I e II passaggio e 6 mesi in bottiglia per l’affinamento.
Meravigliosi sentori di finocchietto, erbe aromatiche, tabacco tostato, infuso di camomilla, albicocca, e un’ insolita freschezza e delicatezza. Un finale di frutta secca.
Viognier ARS MAGNA 2016
12/18 mesi di barrique e 6 mesi in Acciaio e 6 mesi bottiglia.
Corpo complesso e intenso, tostatura dolce, frutta secca, rosmarino, balsamico, incredibile spalla acida persistente.
Diana Nemorensis I 2018
50% Merlot 30% Cabernet Sauvignon e 20 % Cabernet Franc.
Un magnifico entry level taglio bordolese con affinamento esclusivo in acciaio.
Sentori di tabacco da pipa e note balsamiche molto presenti, cacao, amarena e lampone, tannini setosi e lunga persistenza.
Cesanese 2016
12 mesi di barrique, 6 mesi di Acciaio e 12 mesi in bottiglia.
Estremamente elegante con note speziate, frutti di bosco, rose rosse, viola, balsamico, tostatura affumicata. Longevo.
Merlot ARS MAGNA 2016
24 mesi di barrique, 6 di Acciaio e 12 di bottiglia.
Un vino elegante, di gran corpo. Un seducente protagonista con sentori di cioccolato, spezie, frutti di bosco, potpourry e tabacco da pipa. Ottimi tannini bilanciati e grande persistenza.
Ceres Anesidora I 2013
50% Cabernet Franc e 50% Cabernet Sauvignon
Circa 24 mesi di Barrique , 6 mesi in Acciaio e 18 bottiglia.
Potente e armonioso, una marmellata di ribes e more, speziatura, note di vaniglia, cioccolato e note smaltate.
Cabernet Franc ARS MAGNA 2015
Circa 24 mesi di barrique, 6 mesi di Acciaio e 12 in bottiglia.
Ottimo equilibrio in perfetto stato di conservazione, un effluvio di frutti rossi, spezie dolci e un gran finale di cioccolato e caffè. Bellissima trama tannica.
Giacchè , siamo delle grandi lettrici nonché amanti dei libri, vi lasceremo una citazione come spunto di riflessione:
“Dum vinum intrat, exit sapientia.”
A cura di Cristina Santini e Ilaria Castagna
https://youtu.be/RakajXgmc-E
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14 Luglio, 2022
Nuova iniziativa per "I Vini del Cuore"
Nuova iniziativa per “I Vini del Cuore”, era esattamente il 2 luglio 2021 quando Olga Sofia Schiaffino lanciava dal suo profilo instagram l’idea di una guida che parlasse di vino in modo emozionale, senza dare punteggi o giudizi tecnici. La prima edizione ha visto 20 bloggers descrivere 5 vini, tre della propria regione e due di un altro territorio italiano ed è stata affidata alla piattaforma Amazon. La guida è stata ufficialmente presentata a Dicembre 2021 a Montefalco in Umbria, dove i nostri bloggers sono stati ospiti delle cantine Antonelli San Marco e Scacciadiavoli.
Nel mese di Aprile 2022 abbiamo organizzato un evento per presentare alcune delle aziende recensite in guida insieme alle cantine che avevano partecipato al format su ClubHouse Buongiorno in Vigna, ideato da Clara Maria Iachini @clarettablu, presso l’ex convento dell’Annunziata a Sestri Levante: un momento di festa, condivisione e veramente ottimi vini in degustazione!
Per la nuova edizione si è deciso di cambiare leggermente le modalità di partecipazione e sono stati selezionati 30 bloggers che hanno scritto di 3 vini ciascuno, senza alcun vincolo regionale, sempre restando in Italia.
Ecco la grande novità! Per far conoscere i vini del cuore e raccontarli con passione, ma anche con la qualità che meritano, abbiamo manifestato il desiderio di stampare la guida affidandola a una professionista tipografo. Per realizzare il progetto e raggiungere la somma necessaria alla messa in stampa abbiamo lanciato sulla piattaforma Ideaginger.it una campagna di crowdfunding, che ognuno potrà sostenere da questo link.
Un progetto che è stato accolto con molto entusiasmo e che rispecchia la filosofia della guida, della community che vuole creare, del senso di appartenenza e di inclusività necessari per rendere questa opera editoriale davvero speciale e unica.
Nella seconda edizione sono stati recensiti un centinaio di vini di altrettante aziende, bottiglie che possono essere acquistate perché reperibili sul mercato, in modo da promuovere l’esperienza della degustazione nel lettore, tecnico o solo appassionato che sia.
E’ importante per questo progetto avere il sostegno di tutti, perché è una campagna del tipo “ tutto o niente”: qualora non si raggiungesse la cifra entro il 6 agosto 2022, i soldi versati tornerebbero al donatore.
Per ringraziare la generosità e il sostegno a “ I vini del Cuore: emozioni da stampare” abbiamo pensato a bellissime ricompense, che variano dalla menzione in guida, alle masterclass con kit di 4 campioni di “ vini del cuore”, soggiorni in Liguria o in Umbria e una ricompensa speciale per le aziende, dedicata alla promozione del brand e alla comunicazione social.
Siamo molto fiduciosi di realizzare il nostro sogno!
A cura di Clara Maria Iachini
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13 Luglio, 2022
Wine in Venice, Welcome to the Wine “RED CARPET”
Wine in Venice
Sostenibilità, innovazione ed etica…La città di Venezia lancia il primo evento del “Calendario 2023” e lo dedica al vino ed alle sue meravigliose storie.
Venezia, 13 luglio 2022 – Il vino sbarca a Venezia e lo fa in grande stile, come impone la magia di questa città. Venezia diventerà dal 28 al 30 Gennaio 2023 il centro enoico del nostro paese, ospitando il primo Red Carpet del vino per un evento semplicemente iconico.
Un palcoscenico dedicato a protagonisti, storie, contaminazioni e commistioni tra il mondo del vino e non solo. Un contenitore ideale per parlare di tre temi scelti dagli organizzatori (Winetales, Beacon, Venezia Unica e WineHo) per la prima edizione della manifestazione, che saranno il centro del dibattito di tavole rotonde e talk dedicati.
I tre temi, selezioni per la prima edizione 2023, sono:
SOSTENIBILITA’
INNOVAZIONE
ETICA
Per dare le giuste cornici a questa manifestazione, la città di Venezia, con l’attenta regia dell’amministrazione comunale, apre le porte di alcuni tra i suoi Palazzi più prestigiosi e simbolici, ad iniziare da:
Ca’ Vendramin Calergi
La Scuola Grande della Misericordia
Nei prossimi mesi si aggiungeranno all’evento altre strutture di pregio della città lagunare, oltre ad importanti marchi dell’artigianato “made in Venice” e ad attività itineranti, grazie a collaborazioni con agenzie di incoming and experience, tutte realtà entusiaste e desiderose di partecipare a questo nuovo grande evento internazionale.
La partnership con Vela spa, la società del Comune di Venezia dedicata al marketing ed agli eventi, garantirà alla manifestazione un’elevata attenzione da parte della città.
Vela spa infatti supporterà la promozione e comunicazione della manifestazione nell’ambito del palinsesto delle iniziative cittadine.
Venezia accoglierà una tre giorni senza eguali, ricca di momenti di confronto, degustazioni, presentazioni e spunti di riflessione per delineare i prossimi passi dell’intero settore enoico e non solo.
Un evento così prestigioso, ha bisogno di un media partner in grado di garantire una diffusione adeguata.
Per questa ragione si affianca all’iniziativa, fin dalla prima edizione, il gruppo GEDI con la verticale collegata a “La Repubblica” che ha come focus il Food & Wine ovvero: “IL GUSTO”
I numeri di “IL GUSTO” parlano da soli: 3 Milioni di pagine viste mese, 2,5 milioni utenti unici al mese, 300.000 Copie, 1,4 mln Facebook followers, 12.4 ml Instagram Followers.
L’accordo con il gruppo GEDI è triennale e sarà una garanzia di crescita della manifestazione sia per autorevolezza che per diffusione mediatica.
Un evento che avrà fin da subito un forte respiro internazionale e che prevede, tra le altre iniziative, anche la cerimonia di premiazione del Premio Export Italia a cura di Uniexport Manager.
Il Premio Export Italia è un premio diverso da tutti gli altri perché non è destinato a realtà con il maggior fatturato export e nemmeno a quelle più̀ presenti nel mondo. Il Premio valorizza le storie export di successo delle piccole e medie imprese, in quanto utili ad altre aziende ancora non esportatrici alla ricerca di una strategia e di un modello al quale ispirarsi.
Sarà questo un momento di ulteriore riflessione per tutti i professionisti dell’export in ogni campo e divisione merceologica per approfondire la tematica legata a quella meravigliosa missione che è portare il “Made in Italy” in tutto mondo.
La magia di Venezia farà il resto e proprio prima dell’inizio del Carnevale sprigionerà sul mondo del vino il fascino dei canali, delle sue unicità architettoniche, della sua storia impareggiabile, insomma la bellezza di una città unica ed iconica per un perfetto palcoscenico diVino.
“Venezia è onorata di ospitare la prima edizione di un evento che parla di natura, sostenibilità e ultime tecnologie applicate al mondo del vino – dichiara l’assessore al Turismo Simone Venturini – per tre giorni la nostra città diventerà punto di riferimento di un importante settore economico e culturale del nostro Paese. Wine in Venice sarà tra i primi appuntamenti di alto livello del 2023, un modo per iniziare il nuovo anno con il piede giusto continuando a puntare sulla qualità”.
“Vogliamo continuare a portare il vino di qualità in giro per l’Italia e per il mondo e farlo apprezzare a tutti, non solo agli addetti ai lavori. Per noi di Winetales, questa di “Wine in Venice” è una sfida importante. Siamo altresì certi che la magia di questa città ci scorterà per un evento semplicemente memorabile.” dichiara Damiano Antonelli CEO di WT Group srl, società proprietaria del marchio Winetales.
“La Misericordia di Venezia si è sempre distinta per la rilevanza e l’unicità degli eventi ospitati all’interno delle sue secolari mura, siano essi eventi privati o pubblici, culturali o di business; ospitando parte della manifestazione WINE IN VENICE avremo l’opportunità di raccogliere tutte queste declinazioni in un grande evento poliedrico dedicato alla cultura d’impresa e a tre temi ormai imprescindibili per qualsiasi realtà imprenditoriale: Etica, Sostenibilità, Innovazione” Dichiara la Dott.ssa Martina Semenzato (Consiglio di Amministrazione Scuola della Misericordia di Venezia Spa)
“L’appuntamento di Wine in Venice è dal nostro punto di vista un momento unico per il nostro mondo in quanto nessuna città può essere considerata iconica come Venezia e rilevante da un punto di vista turistico e di ospitalità. L’abbinamento col vino di eccellenza rende questo connubio un unicum che sono certa sarà vincente per molti anni e noi di WineHo faremo tutto il possibile per fornire gli strumenti formativi e di consulenza per dare a tutti i partecipanti e stakeholders il massimo ritorno possibile.” racconta la titolare e fondatrice di WineHo Cristina Mascanzoni Kaiser
“Abbiamo accettato con piacere la sfida di “Wine in Venice”. Costruire un evento trasversale alle eccellenze Italiane, in primis al vino, in una città come Venezia, rappresenta per noi un punto d’arrivo. Venezia è indubbiamente un palcoscenico unico al mondo: forse il più adatto per raccontare il vino attraverso la lente dell’arte, della cultura, delle tradizioni commerciali e dell’espansione internazionale su mercati a lungo raggio. Siamo contenti che l’Amministrazione abbia voluto fortemente un evento del genere nella propria Città e siamo onorati di figurare tra gli organizzatori insieme a tantissime realtà altamente specializzate e professionali.” Riccardo Rabuffi Amministratore Unico di Beacon Srl
Il Presidente del Premio Export Italia, Massimo CUGUSI ha commentato “Il sistema delle aziende esportatrici italiane evidenzia un’ampia forbice tra piccole e grandi imprese da un lato e tra Centronord e Mezzogiorno dall’altro. In tutto il Paese possiamo comunque esprimere un’ampia varietà di esperienze di successo”
“Sarà nostro compito – ha proseguito Cugusi – non solo riconoscerle e premiarle ma, soprattutto, fare in modo che diventino patrimonio condiviso, accessibile anche a chi, per la prima volta, si affaccia ai mercati esteri. Il libro che, alla fine di un percorso che attraverserà nei prossimi mesi tutta Italia, racconterà le cento migliori storie sarà un vero e proprio catalogo di buone pratiche per accelerare il percorso delle imprese più piccole, attualmente ancora ai margini nei processi di internazionalizzazione”.
“La sfida di creare un grande evento del vino in una delle città più affascinanti del pianeta è in linea con la mission de “IL Gusto”, la testata che produce i contenuti food, wine&travel per il gruppo Gedi. Vogliamo restituire all’Italia il ruolo di narratore delle eccellenze italiane nel mondo e quella di Venezia può essere una data chiave. Da far crescere insieme” dichiara Luca Ferrua direttore di “Il Gusto”
“Venissa è un punto di riferimento per chi desidera conoscere la laguna nella sua veste più inedita. Continuiamo a farci custodi e promotori di questo territorio prezioso con la consapevolezza di dare a tutti i nostri ospiti la gioia di godere di una cosa unica al mondo.” dichiara Gianluca Bisol presidente di Bisol 1542
A cura della Redazione
https://youtu.be/RakajXgmc-E
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12 Luglio, 2022
Mezzo Ettaro: La dimensione a volte non fa la differenza
Mezzo Ettaro: La dimensione a volte non fa la differenza
Un punto di ritrovo e di condivisione.
Mezzo Ettaro nasce nel cuore della Valpolicella classica ,sul colle della Masùa ed è qui che in questo piccolo terreno (mezzo ettaro appunto), Giorgio Dolcetta ha trasferito la sua passione e competenza medica e coltiva a mano viti e ulivi in modo rigorosamente naturale.
A Mezzo Ettaro la natura è protagonista, coi suoi tempi si producono vino e olio di alta qualità tracciabili dalla pianta alla bottiglia.
Dalla vendemmia 2019 sono prodotti due vini: un Valpolicella Classico Superiore DOC, pronto in due anni e un Rosato Veronese IGT imbottigliato prima dell’estate successiva.
Altrettanto l’olio, dal camp di olive coltivate tradizionalmente e con metodo biologico, raccolte sulle piante – prevalentemente delle varietà Grignano e Favarol – al giusto punto di maturazione, molite a freddo entro cinquanta ore dalla raccolta.
I prodotti di pregio sono ispirati ai valori della terra; cura e rispetto per il territorio sono parte fondamentale della nostra cultura.
Ovviamente il terroir aiuta e per così dire la “fa’ da padrone” per la produzione di vini unici e naturali frutto dei valori quali la forza della famiglia, la passione per il lavoro, l’amicizia vera, la terra e i suoi frutti.
Mezzo Ettaro tuttavia desidera essere molto più di una piccola boutique vinicola e lavora quotidianamente per essere un luogo speciale per incontri e relazioni.
Un luogo per assaporare l’Accoglienza e degustare un buon vino in un ambiente semplice e personale: per chi ama la vite, l’uva e il vino e desidera conoscerne l’origine, le fasi produttive e scoprire come il rispetto del territorio lavorato con impegno e sostenibilità si trasformi in un prodotto unico.
Corte Dolcetta, che prende il nome dai proprietari, è esattamente dove tutto ciò può accadere. Immersa in un panorama indimenticabile tra i vigneti, olivi e le colline a terrazzamenti della Valpolicella ospita meeting, incontri e momenti unici da vivere e non solo ricordare.
Una Corte ricca di vita dove è possibile respirare la passione e l’entusiasmo per il vino e tutto ciò che facciamo. Un piccolo angolo dove attraverso i profumi dei limoni e della lavanda si assapora il piacere dell’incontro.
Sperando di avevi incuriositi vi suggerisco quindi di valutare Mezzo Ettaro per il vostro prossimo meeting e godere di un luogo unico alle spalle di Verona.
Per contatti visistate la pagina: https://www.mezzoettaro.it/contatti/
Al prossimo martedì!
Cristina
Itinerari DiVini è una rubrica a cura di Cristina Mascanzoni Kaiser
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